Cable Ties

Far Enough

2020 (Merge) | indie-rock, pop

Quanta rabbia e quanta energia per Jenny McKechnie e i Cable Ties... Il gruppo australiano al secondo giro si conferma artefice di una musica figlia del post-punk e dell’hard-rock: un grintoso e corposo veicolo per le continue digressioni della leader su capitalismo, famiglia e politica. La band di Melbourne con “Far Enough” prova a capitalizzare l’interesse guadagnato con l’esordio di tre anni fa, grazie alla sensibilità dei tre musicisti, Jenny McKechnie (chitarra e voce) Nick Brown (basso) e Shauna Boyle (batteria), che catturano in pieno le istanze di una gioventù insoddisfatta e priva di speranze.

Convinzione e determinazione non mancano, e il risultato è ancora una volta apprezzabile. Tra la rabbia fa capolino anche un velato ottimismo, frutto di una più calibrata e ragionata velleità socio-politica dei testi. Le inclinazioni punk della band svelano la loro natura più profonda, spesso propense a un hard-rock alla Ac/Dc (“Self-Made Man”) o a flussi armonici in stile Rem prima maniera (“Tell Them Where To Go”), dichiarandosi altresì fedeli alla forza liberatoria del rock’n’roll (“Sandcastles”).

“Far Enough” rappresenta un altro tassello di quella scena rock al femminile di Melbourne consacrata nel WetFest del 2018 (Camp Cope, Amyl And The Sniffers”). I Cable Ties sembrano pronti a tenere alto il vessillo di questa ondata di orgoglio generazionale, rinunciando per adesso ad ambizioni creative più personali, puntando tutto su quel misto di rabbia e fragilità che ha sempre animato la musica rock.
In questa direzione si muovono le migliori tracce dell’album: brucia infatti di energia e lucidità politica “Hope”, mentre i riff al vetriolo di “Angel’s Not Enough” lasciano il segno, ma ancor di più convince quell’unico momento di pausa, “Lani”, il cui ruolo non è quello di smorzare la tensione, quanto di mostrare una potenziale evoluzione di un sound che paga ancora un tributo troppo forte al passato.

“Far Enough” non è un disco rivoluzionario o innovativo, le otto canzoni sono altrettante denunce contro il materialismo imperante, un’attitudine che in termini musicali i Cable Ties non riescono però a trasporre fino in fondo in una formula altrettanto convincente, ma è senza dubbio un ascolto tonificante e corroborante.
Per i Cable Ties la strada è ancora in salita, tuttavia ci sono tutte le premesse per un futuro radioso.

(22/04/2020)

  • Tracklist
  1. Hope
  2. Tell Them Where To Go
  3. Sandcastles
  4. Lani
  5. Not My Story
  6. Self-Made Man
  7. Anger's Not Enough
  8. Pillow




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