Caleb Landry Jones

The Mother Stone

2020 (Sacred Bones) | baroque pop, art rock

Ambizioso esordio discografico per l’attore americano Caleb Landry Jones, giunto alla definitiva popolarità con il film di Jim Jarmush “The Dead Don’t Die”, nonché già noto per aver recitato in “Get Out" e "X-Men: First Class".
Eccentrico e disturbante nella sua magniloquenza, “The Mother Stone” è uno di quei dischi che in un'altra epoca avrebbe fatto gridare al genio, in ragione di una esuberanza creativa che pesca sia nell’immaginario di Frank Zappa che dei Beatles, con un gusto estremo alla Van Dyke Parks e un amore per il taglia e cuci stile Todd Rundgren.
Caotico, romanticamente kitsch, giocondo e sinistro, il meltin' pot di oltre un’ora, suddiviso in quindici brani, è però privo di una direzione precisa, volutamente tortuoso, tra spunti interessanti e cadute di tono di egual valenza.
Ci sono buone ragioni per apprezzare questo estenuante progetto discografico: si può evocare la stravaganza glam alla David Bowie/T Rex, la funambolica poetica di Syd Barrett, perfino Alexander Skip Spence. Ma nonostante una produzione curatissima e una progettazione degli elementi orchestrali abbastanza interessante, “The Mother Stone” alla fine si riduce a capriccio di una star annoiata di una notorietà carpita grazie anche al sapiente lavoro altrui.

Caleb Landry Jones ha urgenza di mostrare il suo talento, ma tra trovate pop/cabaret alla maniera della prima Electric Light Orchestra o dei Brian Jonestown Massacre diluite in estenuanti mini suite (“Flag Day/The Mother Stone”,“You’re So Wonderfull”, ”Licking The Days”) e brani tanto brevi quanto inutili (“The Great I Am”, “No Where’s Where Nothing’s Died”), la sensazione prevalente è quella di trovarsi di fronte a un monolite inespugnabile e leggermente pedante.
A volte spuntano alcune idee capaci di reggersi in piedi da sole: la psichedelica ballata alla Pink Floyd “For The Longest Time”, la più moderata teatralità di “I Dig Your Dog” e l’ottimo garage-rock di “All I Am In You/The Big Worm”, segnali di una schizofrenia creativa che rischia di essere apprezzata solo a livello concettuale.

“The Mother Stone” è un disco destinato a incuriosire e a una frettolosa archiviazione alla pagina: ci abbiamo provato.

(13/05/2020)



  • Tracklist
  1. Flag Day / The Mother Stone
  2. You’re So Wonderfull
  3. I Dig Your Dog
  4. Katya
  5. All I Am In You/The Big Worm
  6. No Where’s Where Nothing’s Died
  7. Licking The Days
  8. For The Longest Time
  9. The Hodge-Podge Porridge Poke
  10. I Want to Love You
  11. The Great I Am
  12. Lullabbey
  13. No Where’s Where Nothing’s Died (A Marvelous Pain)
  14. Thanks For Staying
  15. Little Planet Pig




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