Cassowary

Cassowary

2020 (Fat Possum) | nu-jazz, soul, funk, fusion

Un altro musicista pronto a far da ulteriore tassello del fronte nu-jazz, Miles Shannon, in arte Cassowary, abbraccia la passione per i classici del jazz, ma ne ripudia le direttive creative e tecniche, proponendo una disinvolta lettura più moderna, contaminata da funk, r&b, pop e hip-hop, per molti versi affine alla produzione di musicisti contemporanei come Thundercat o Kamasi Washington.

La giovane età, venticinque anni, non inficia la maturità della proposta: l’esordio di Cassowary beneficia del pur cospicuo curriculum artistico del musicista. Diplomato alla scuola d’arte, Miles Shannon ha studiato con il sassofonista tenore Walter Smith III, ha poi collaborato con Earl Sweatshirt, e dopo aver frequentato l’intellighenzia del jazz (tra gli altri Eric Reed, Gerald Clayton e Terrell Stafford), ha deciso di abbandonare il mondo degli standard e di creare un sound che rispondesse in pieno alle personali visioni e suggestioni musicali.

L’elegante fusion funk/jazz delle undici tracce è degna di menzione più per la buona resa dell’insieme, che per l’originalità della scrittura.
Nessun eccesso nei fraseggi e nei brevi assolo, né esuberanze sperimentali: Cassowary corteggia il jazz-funk da dancefloor con un brio hip-hop stimolante, mentre rumori e scratch evocano il fascino del vinile consunto (“She Funked Me”), per un attimo sembra poter rinnovare le logiche del rap (“Cyclical”) e ostenta perfino un gusto raffinato e sapiente per melodie lievemente desuete nell’unico episodio che supera i quattro minuti (“Starlight”).
Divisa in tre parti, la rovente “114°” (così intitolata a causa della temperatura presente in studio il giorno della registrazione) fa da collante tra le varie anime del disco, restando ancorata a quella radici jazz che il musicista americano onora prima con l’ambizioso dialogo tra sax e voci di “Roach”, poi con le algide ed evocative trame sperimentali di “Moth”.

Le restanti tracce assecondano ulteriormente l’estetica modernista del progetto, con melodie dal fascino istantaneo e fugace (“Price Went Up”), felpati funky-jazz perfetti per catturare l’attenzione del neofita (“Belt Notch!”) e un altro interessante spunto più riflessivo che forse meritava un lieve azzardo creativo per poter ambire alla gloria (“Superhiro”).
Interessante e maturo, l’esordio di Cassowary offre un vivace e vitale esempio di creativa intersezione tra jazz, funk e soul, ma per il musicista di Los Angeles questo primo banco di prova ipoteca solo in parte il futuro che, alla luce delle numerose proposte del circuito nu-jazz, appare pericolosamente in salita.

Fermarsi ora su questi pochi allori può essere oltremodo pericoloso, ma innegabilmente c’è abbastanza di cui compiacersi in queste undici miniature soul-jazz-funky.

(03/01/2021)

  • Tracklist
  1. 114° (Part 1)
  2. She Funked Me
  3. Starlight
  4. Price Went Up
  5. 114° (Part 2)
  6. Roach
  7. Belt Notch!
  8. Superhiro
  9. Moth
  10. Cyclical
  11. 114° (Part 3)




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