Corecass

Void

2020 (Golden Antenna) | dark, ambient, experimental

La carriera di Elinor Lüdde è un percorso ad ostacoli negli stili della scena sotterranea di Leipzig; dal post-rock  degli Sleazy, Inc. Operated, al punk e all’hardcore dei Mio, dal metal dei Deafhex all’elettronica del suo debutto a nome Corecass, “Sacer”. Quindici anni passati a suonare la batteria in gruppi molto diversi l’uno dall’altro hanno allenato l’eclettismo di Elinor e la sua capacità di vedere oltre le barriere tra i generi.

Nel nuovo Ep del suo progetto solista Corecass, “Void”, la multistrumentista tedesca suona l’arpa, la fisarmonica, la chitarra elettrica e un organo di chiesa (quello della St. Georgen Kirche di Waren, sul lago di Müritz), oltre a cantare e manipolare ogni suono con strati di elettronica.
I sei brani in scaletta sono tenuti insieme da una sensazione di consapevolezza che riesce a placare anche i pensieri più angoscianti.

Arpeggi dall’aura neoclassica si mescolano a field recordings (registrati da Patrick Franke) e a minacciosi drones carichi di elettricità. I tre brani che prendono il nome dal titolo dell’Ep (“Void I”, “Void II” e “Void III”) si aprono con i timbri limpidi dei cordofoni, subito accompagnati dal calore dell’organo e infine ricoperti dalle ceneri di un’esplosione elettrica. Gli altri tre brani ("Carbon", "Amber" e "Breath") sono più amorfi e meno definiti, costruiti per lo più con registrazioni che servono a tenere insieme le diverse parti di questa oscura sinfonia.

(07/12/2020)

  • Tracklist
  1. V O I D I
  2. Carbon
  3. V O I D II
  4. Amber
  5. V O I D III
  6. Breath


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