Cosmic Array

Goldilocks

2020 (SWND) | folk, pop, indie, psychedelic

Non precipitatevi a leggere su Rym i commenti ai tre album dei Cosmic Array (non esistono), non cercate informazioni discografiche su Discogs: la band di Paul Battenbough e Huw Rees è ancora uno dei tesori nascosti del psych-folk-pop, nonostante gli esordi si perdano nel lontano 2013.

Non stupisce tanta indifferenza, dopotutto la band gallese non ha mai amato il compromesso non solo con le regole del mercato, ma anche con quell’intellighenzia rock che scandisce le novità musicali con la stessa autorevolezza con la quale il fruttivendolo elogia la freschezza e i sapori di frutta e verdura fuori stagione.
Ai pochi, o pochissimi, ammiratori dei Cosmic Array mi preme portare a conoscenza le ultime acrobazie artistiche di una band che difende la creatività del folk inglese sporcandola nelle bastarde derivazioni country americane, confondendo Neil Young con King Creosote (“Forget The Messenger”), mescolando riff rock da stadio con insolenze funky radio friendly da Fm (“There In A Heartbeat”), incurante della distonica presenza di brani confortevoli e giocosi (“Creatures”) e di stranianti dissonanze dal fascino inquieto (“Pleasantville”).

“Goldilocks” è in verità l’ennesimo disco nel quale bearsi dell’inesauribile creatività fuori dagli schemi, a dispetto della scelta di restare nelle braccia di un'arte, quella del pop, ritenuta minore, ciò nonostante l’estasi armonica a due voci cullata da chitarre twangin’ e da una sensualità ritmica ai limiti dell’erotic-porn di “Blah Blah Blah” e le inattese e aspre sonorità alla Lou Reed/Velvet Underground di “Dreamers” non offrono spazio a dubbi e indecisioni: i Cosmic Array sono ancora il più affascinante mistero della musica gallese.
Nessun capolavoro, nessun talento ignoto ai più, la realtà dei Cosmic Array è più terrena, “Goldilocks” è uno stravagante e sincero atto d’esternazione musicale che, più delle roboanti meraviglie annunciate e recensite a cinque stelle, ridà senso e valore all’amore per la musica come forma d’arte umana e viscerale, intelligente e sapiente, in poche parole, anzi una, pop.

Grossolanamente romantica (“Are You Ready For Me”), allegra e cantabile come un demo folk-rock sfuggito ai Woodpigeon (“Sing Me Your Love Song”, “Is This Really All There Is”), ipnotica come una ballata jangle-pop dei Byrds (“Empirical Delight”), madida di deliziose armonie vocali (“Animals”) e infine sognante e distratta in stile post-Bacharach (“Always”), la musica dei Cosmic Array è intellettualmente fantasiosa, ardimentosa senza cedere a languori sperimentali, plumbea eppur slacciata e gentile.
Uno degli incidenti di percorso più amabili per i fan della musica pop poco convenzionale.

(27/12/2020)



  • Tracklist
  1. Animals 
  2. Empirical Delight 
  3. Is This Really All There Is 
  4. Forget The Messenger 
  5. Pleasantville 
  6. Dreamers 
  7. Blah Blah Blah 
  8. Sing Me Your Love Song 
  9. There In A Heartbeat 
  10. Creatures 
  11. Are You Ready For Me 
  12. We Just Want To Let You Know 
  13. Always 




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