Cribs

Night Network

2020 (Sonic Blew / PIAS) | indie-rock

Pur suonando la musica giusta al momento giusto e nel posto giusto, ossia indie-rock dal grande appeal radiofonico nell’Inghilterra degli anni Zero, i Cribs non sono mai riusciti a eguagliare il successo di altre ben più note band coeve che, partendo dalle terre di Albione, hanno conquistato classifiche e playlist alternative di tutto il mondo. Il loro miglior piazzamento nella Uk chart rimane quindi il timido ottavo posto raggiunto dal quarto album, “Ignore The Ignorant”, del 2009. Così, nonostante ben otto album all’attivo, molti in più di diverse band di maggior successo, molto spesso i fratelli Jarman vengono ricordati per una sola canzone, “Men’s Needs” del 2007 (dal loro capolavoro “Men's Needs, Women's Needs, Whatever”).
Ben diversa e decisamente migliore è la considerazione che viene tributata ai Cribs, sin dall’inizio della loro carriera, da colleghi e addetti ai lavori. Alex Kapranos dei Franz Ferdinand ha prodotto loro proprio “Men's Needs, Women's Needs, Whatever”, mentre la produzione del disco precedente aveva beneficiato della sapienza indie-pop di un altro scozzese di lusso, Edwyn Collins degli Orange Juice.
Johnny Marr (all’epoca già membro dei Modest Mouse) invece dei Cribs ha addirittura fatto parte, per tutto il periodo intorno a “Ignore The Ignorant” del 2009, altro disco solido e riuscito della band di Wakefield.

Questo nuovo “Night Network” arriva però dopo un periodo di grande scoramento e blocco creativo. Dopo la pubblicazione di “24-7 Rock Star Shit” di tre anni fa, la band venne a conoscenza di alcune clausole e cavilli contrattuali per i quali gran parte dei diritti del loro vecchio catalogo non appartenevano a loro ma a terzi. Delusi dalla nebulosità e dal comportamento non proprio irreprensibile del loro management, i Cribs sospesero ogni attività, sia live che creativa, per un periodo di diciotto mesi.
C'è voluto Dave Grohl per sbloccare i ragazzi quando, dopo averne appreso il momento di profonda sofferenza (in occasione di un live dei Foo Fighters a Manchester), ha offerto loro di usare i suoi Studio 606. Così, per la prima volta privi del back-up di una major (in precedenza avevano lavorato con Wichita, Warner e Sony), i fratellini hanno ritrovato la forza e l’ispirazione di un tempo per scrivere un disco fresco come la loro micidiale quaterna degli anni Zero. Un disco che li riscatta non solo dallo sterile periodo di controversie legali, ma anche da un decennio 10 non proprio creativamente brillante.

Dopo la deliziosa bolla psichedelica beatlesiana che apre il disco (“Goodbye”), “Running Into You” fa correre la chitarra come un treno mentre Ryan canta un ritornello che trasuda uno straripante senso di libertà e positività. “Screaming In Suburbia” è ancora più appiccicosa e per certi versi gradassa, così contagiosa da metterti in difficoltà, quella di scegliere se canticchiare il ritornello o il coretto retrostante.
Tra una “Never Thought I’d Feel Again” e “She’s My Style” che inzuppano in salsa inglese il power pop dei Weezer (periodo blu) e “The Weather Speaks Your Name” che invece indossa i lustrini oscuri e il trucco marcato di Brian Molko, “Night Network” viene attraversato anche da una varietà stilistica che rende i sui 43 minuti di durata leggeri come una piuma.
In “I Don’t Know Who I Am” è la volta dell’ospite d'eccezione di turno, il collaboratore di lungo corso Lee Ranaldo, che mettendoci chitarra e backing vocals pepa il disco con un po’ di ruvidità che però, più che i suoi Sonic Youth, finisce col ricordare i Pixies.

Si respirano allegria ed energia, le melodie sono brillanti e i ritornelli così immediati che ti sembra di averli già cantati mille volte in “Night Network”. Il suono e il modus operandi, fermi difatti a una quindicina di anni fa, potrebbero essere un limite per gli ascoltatori più assetati di novità. A costoro consigliamo di soffermarsi sulla bellezza delle canzoni e sulla loro positiva urgenza, perché qui abbiamo alcuni dei migliori brani possibili per cacciar via questo funesto 2020 e i suoi cattivi pensieri. In attesa ovviamente di poterli finalmente ballare live insieme ad alcuni vecchi successi che nulla hanno da invidiare alle varie “Take Me Out” o “When The Sun Goes Down”.

(30/11/2020)

  • Tracklist
  1. Goodbye
  2. Running Into You
  3. Screaming In Suburbia
  4. Never Thought I’d Feel Again
  5. Deep Infatuation
  6. I Don’t Know Who I Am
  7. She’s My Style
  8. Under The Bus Station Clock
  9. The Weather Speaks Your Name
  10. Siren Sing-Along
  11. Earl & Duke
  12. In The Neon Night


Cribs su OndaRock
Recensioni

CRIBS

Ignore The Ignorant

(2009 - Wichita)
Il nuovo album della formazione britannica, sotto l'ala protettiva di Johnny Marr

News
Cribs on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.