Death Valley Girls

Under The Spell Of Joy

2020 (Suicide Squeeze) | garage-rock, pop, psych

“Under The Spell Of Joy“ rappresenta un’importante svolta per il gruppo di Los Angeles: il quarto disco delle Death Valley Girls apre le porte a nuove suggestioni stilistiche che provano a vivacizzare la collaudata formula garage-rock, tinteggiata di psichedelia e punk in eguale misura.

Meno graffiante e più mistico, l’album offre un’esaltante performance creativa nei quasi quattro minuti della title track: un irriverente gospel-punk affidato a un coro di bambini, a variazioni ritmiche risolute e svolazzi di sax che tagliano in due il fronte armonico, sintesi di una più ambiziosa resa sonora e di una versatilità che rende più affabile lo sfregio sonoro della ragazze americane.
Questa lieve mutazione include anche un’attenzione al pop nelle sue forme più varie; le ragazze hanno tra l'altro dichiarato di essere state influenzate dal funk etiope. “Bliss Out” e “Little Things” ricordano non poco i primi Blondie, mentre l’incalzante e obliquo psych-rock “Hey Dena” e l’originale twist-goth-psych di “I'd Rather Be Dreaming” rievocano lo charme dei migliori singoli di Siouxsie And The Banshees.

Un bel passo in avanti per le Death Valley Girls, pronte ad affrontare le gioie della leggerezza e della positività senza smarrire quel fascino tribale e stregato che, unito al garage-rock più incandescente, ha reso famoso il nome della band nei club di Los Angeles. Una peculiarità ribadita già dalle note stralunate e ammalianti di “Hypnagogia” e quindi protagonista della sensuale e aliena “The Universe”.
“Under The Spell Of Joy“ è forse l’album più nostalgico e retrò del gruppo americano, ma profuma di piacevoli aromi underground anche nelle esternazioni più melodiche (“Hold My Hand”), pur cedendo a volte il passo alla prevedibilità (“It All Washes Away”) e a un’aggressività obbligata (“10 Day Miracle Challenge”).

C’è tanta voglia di uscire dal buio e dalle nebbie ideologiche dei primi album: le Death Valley Girls hanno di nuovo stimoli e ispirazione dalla loro parte e i risultati sono ancora una volta stimolanti, ma per una più completa emancipazione che non profumi di amabile remake (“Dream Cleaver”) la strada è ancora in salita.

(25/11/2020)



  • Tracklist
  1. Hypnagogia
  2. Hold My Hand
  3. Under The Spell Of Joy
  4. Bliss Out
  5. Hey Dena
  6. The Universe
  7. It All Washes Away
  8. Little Things
  9. 10 Day Miracle Challenge
  10. I'd Rather Be Dreaming
  11. Dream Cleaver






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