Denise Sherwood

This Road

2020 (Evergreen) | dub, trip hop, downtempo

E’ tempo di coltivare e salvaguardare l’eredità di famiglia per Denise Sherwood, compito non facile quando il confronto è con un’autentica leggenda come Adrian Sherwood, produttore inglese tra i più influenti degli ultimi quarant’anni che ha demarcato gli stilemi della musica dub, diffondendo un credo stilistico che ha influenzato generazioni di musicisti.
Non solo dub, ma anche reggae, post-punk, trip-hop, folk, soul e blues: il concime con il quale Denise Sherwood è stata volontariamente o incidentalmente svezzata. Nonostante le ottime credenziali e una voce soul-blues cristallina, la figlia d’arte non ha bruciato le tappe, rinunciando perfino a far parte della nuova formazione delle Slits nel 2002, scegliendo la strada degli studi universitari per poter nel frattempo risolvere alcuni problemi psicologici che le impedivano di affrontare il palcoscenico.

“This Road” rappresenta per Denise Sherwood un banco di prova per mettere in fila tutte le personali influenze, aiutata ovviamente dalla mano sapiente di papà Adrian, che ha raccolto intorno al progetto musicisti dal nobile lignaggio, oltreché vecchi amici, tra i quali Doug Wimbish dei Living Colour, Lee 'Scratch' Perry, Mark Stewart ex-Pop Group e il chitarrista Skip McDonald ex-Tackhead (tra le innumerevoli collaborazioni, African Head Charge, Bim Sherman, Mark Stewart + Maffia e Dub Syndicate).
Impossibile negare l’influenza del sound di papà Adrian e di tutto il catalogo On-U Sound. Denise non nega il proprio amore per reggae e dub, ma anche per il lato più oscuro di quella atmosfera creativa che le ha inebriato la mente sin da quando era piccola. Nonostante tutto, “This Road” è un disco che della malinconia e delle difficoltà incontrate dall’artista non ne fa manifesto artistico. Le undici tracce sono frutto di consapevolezza e maturità, due elementi che smorzano forse l’irruenza di un esordio che poteva fare il botto e che invece resta un sapiente affare di famiglia.

Scivolano così senza forzature le influenze dub-reggae di “Uncertain Times” (brano per il quale Adrian Sherwood ha riesumato una performance rimasta inedita del batterista Style Scott) o le solari nuance ritmiche di “Sunny Days”, dove Denise dialoga con le atmosfere sudamericane della sezione fiati dei Columbian Collective, che ben si amalgamano con le raffinate tonalità calypso.
Una scrittura erudita e priva di azzardi consente alla voce della Sherwood di confrontarsi con la grazia del probo refrain di “Music Shall Live” o di ricalcare la strada maestra del dub-reggae con sufficiente personalità in “Sweet Mary Jane”. Una serie di segnali dispersi all’interno delle undici canzoni offrono un quadro preciso dell’indole noir e introspettiva dell’artista: si possono cogliere nell’elegante tratteggio del piano e del violino in “Ghost Heart” o nell’insolita ninna nanna trip-hop di “Fairy Tales”.

Alla fine, a prevalere è proprio la figura di Denise Sherwood, senza dubbio a proprio agio nelle braccia delle prevedibili sonorità dub di “Won't Bow Down” e “Toughen Up”, ma pronta a spiccare il volo ai primi accenni di contaminazione sonora. C’è infatti del flamenco nella sofferta tessitura di “Amnesia Moon”, profuma d’Oriente invece il sensuale slow-dubstep di “Sweet Love”, brano che Denise aveva composto all’età di diciotto anni e ha tirato fuori dal cassetto per questo esordio.
Apice emotivo ed espressivo dell’album è comunque la raffinata ballata “Let Me In”, dove fa capolino un’altra influenza dichiarata dell’artista, ovvero i Portishead, le tonalità drammatiche eppur seducenti della voce e del piano, e il flavour gitano del violino di Ivan Hussey, ben si adattano al ritmo essenziale e cupo del brano, scelto come nuovo singolo di presentazione di “This Road”.

Un esordio maturo e non troppo sulle righe, questo di Denise Sherwood, ragazza dotata di un ottimo controllo vocale e delle necessarie credenziali artistiche per poter sviluppare in futuro qualcosa di ancor più travolgente e complesso di questo affascinante primo capitolo discografico.

(08/01/2021)



  • Tracklist
  1. Music Shall Live
  2. Let Me In
  3. Amnesia Moon
  4. Sweet Mary Jane
  5. Ghost Heart
  6. Fairy Tales
  7. Uncertain Times
  8. Sunny Days
  9. Won't Bow Down
  10. Toughen Up
  11. Sweet Love






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