Drab City

Good Songs For Bad People

2020 (Bella Union) | dream-pop, trip-hop

Avvolta da una nebbia di suoni elettronici retrò e da un ibrido soul/hip-hop dai toni quasi lynchiani, la musica dei Drab City prova a reinventare il dream-pop facendolo scivolare dalla retorica della tradizione rock verso un universo stilistico dove trip-hop, soul, funky, folk, psichedelia, dub e jazz si fondono fino ad annullarsi, in un’estetica noir dai tratti delicatamente kitsch.

Il titolo è una vera dichiarazione d’intenti “Good Songs For Bad People”, le canzoni sono ammalianti, psicotiche, incerte, paranoiche, anaffettive. oOoOO (il produttore elettronico Chris Dexter Greenspan) e Islamiq Grrrls (musicista bosniaco-musulmana di stanza a Berlino e meglio conosciuta come Asia) non sono alla loro prima esperienza discografica in comune, avendo già pubblicato nel 2018 sotto il nome Ooooo & Islamiq Grrrls il disco “Faminine Mystique”.
Con il progetto Drab City ne ripropongono il melange culturale, sfumando i contorni di uno stile narrativo-musicale che rischiava di restare preda dell’estetica vintage.
Le qualità vocali di Islamiq Grrrls, a metà strada tra Astrud Gilberto e France Gall, offrono riverberi e atmosfere dalle variegate assonanze etniche, in primis le gelide e oscure trame folk dei Balcani nella stregata ballad folk-psych-jazz “Working For The Men”, ma anche sinuose e sensuali dissonanze pop-soul anni 50 in “Troubled Girl” e avventurose sonorità funky-space in “Live Free And Die When It's Cool”.

A volte affine alle raffinatezze latin-jazz-dance degli Smoke City (“Hand On My Pocket”), dolcemente devoto alle arguzie sonore di Lee Hazlewood nell’indolente beat/yé yé di “Just Me And You”, incline al fascino di Serge Gainsbourg ed Ennio Morricone nel raffinato trip-hop di “Problem”, l’album dei Drab City rispolvera quel sottobosco dal quale hanno attinto sia Beth Gibbons (“Standing Where You Left Me”) che Laetitia Sadier (“Devil Doll”), solo che oOoOO e Islamiq Grrrls preferiscono la vulnerabilità e la sincerità della confessione agli slogan e agli scintillanti linguaggi urbani.

La musica di “Good Songs For Bad People” è volutamente fuori posto, la musicalità torbida e sfocata è un’esternazione di disagio e delusione per cuori infranti che non hanno rinunciato a sognare, i Drab City affidano però alla fantasia e all’immaginazione, più che alla razionalità, la loro sete di felicità e di speranza per una civiltà a misura d’uomo.

(24/10/2020)



  • Tracklist
  1. Entering Drab City
  2. Working For The Men
  3. Hand On My Pocket
  4. Another Time
  5. Devil Doll
  6. Troubled Girl
  7. Just Me And You
  8. Problem
  9. Live Free And Die When It's Cool
  10. Standing Where You Left Me






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