Emanuele Errante

Yon

2020 (Fluid Audio) | ambient, electroacoustic

Lentamente scavare dentro se stessi, alla ricerca di un passato irrecuperabile ma ancora vivo. Interrotto il lungo iato che ha contraddistinto la sua produzione personale a partire dalla pubblicazione di “Time Elapsing Handheld”, Emanuele Errante ritrova la parzialmente perduta vena creativa, dando alle stampe il suo terzo album solista nell’arco degli ultimi due anni. “Yon”, sesto lavoro a sua esclusiva firma, vede il musicista napoletano esplorare nuove possibilità espressive, inclini a una maggiore e differente ibridazione tra lessici differenti, pur proseguendo lungo la rotta di un tracciato ambientale profondamente atmosferico che informa fin dagli esordi il suo universo sonico.

Vibranti trame elettroacustiche, in bilico tra crepuscolare inquietudine e ariosa apertura, sono ancora una volta la componente principale di cui l’immaginario di Errante si nutre, vivida materia che coniuga oscure atmosfere di influenza nordeuropea e calda mediterraneità, interpolata qui da polverose modulazioni sintetiche e ribollenti risonanze di consistenza materica che costantemente ne scalfiscono la limpidezza. Sfaccettato nelle peculiari forme che in ogni traccia assume, il flusso plasmato  prosegue irregolare eppure privo di soluzione di continuità, riversandosi da un frangente all’altro in modo fluido anche se incoerente.

Tra rarefatte stille armoniche che avanzano incerte (“Locked”, “Aria”), fraseggi di chitarra che emergono nervosi e obliqui da riverberi concreti (“In The Corridor”) o si sviluppano morbidamente incalzanti (“Visions”) e placide distese di dilatate frequenze finemente intarsiate da particelle granulose (“Hidden Sun”, “Sguardi”), quel che si rivela è una tavolozza di atmosfere cangianti che segue l’irrequietezza di un animo in isolamento. Relegato in questo stato asfissiante, lo sguardo naviga su una superficie ruvida, specchio del sedimentarsi del tempo, alla ricerca di una breccia che lascia riaffiorare limpidi ricordi, visualizzati come calde tessiture melodiche.

Ne scaturisce un percorso accidentato, scandito dal costante alternarsi di luce e ombra, un tragitto definito da tensione e contrasto, che rinuncia alla stretta coesione tematica che guidava le sinestetiche istantanee di “The Evanescence Of A Thousand Colour” e all’aura universale che permeava i distopici paesaggi  di “This World” per inseguire una visione più intima e libera.

(18/10/2020)

  • Tracklist
  1. Locked
  2. Myself & I
  3. In The Corridor
  4. Hidden Sun 
  5. Aria
  6. Visions
  7. Sguardi
  8. Screen Lives
  9. Those Days Between
  10. Gamma
  11. Unlocked
  12. 2am


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