Faten Kanaan

A Mythology Of Circles

2020 (Fire) | elettronica, experimental, ambient

Per la compositrice Faten Kanaan “A Mythology Of Circles” è il quarto disco, il primo per la Fire Records e dunque destinato a una più ampia risonanza nonché a un’attenzione meno superficiale da parte di stampa e pubblico. Un'occasione perfetta per apprezzare il talento dell’artista newyorkese, autrice di una musica elettronica dall’insolita struttura narrativa.

Faten Kanaan approccia alle gioie e alle inesauribili possibilità della tecnologia applicata alla musica con la spontaneità del profano e l’imperizia di chi affida la propria arte all’intuito e al situazionismo creativo. Tutte le tredici composizioni sono state create con l’utilizzo del live-looping senza sovraincisioni né modifiche tonali. La mitologia greca e le sue rappresentazioni cinematografiche, letterarie e artistiche, sono la fonte d’ispirazione di un disco che elargisce all’elettronica il profumo dell’artigianalità, incidendo con forza sulla sinergia che caratterizza il rapporto tra uomo e tecnologia. L’elemento umano della voce diventa anch’esso strumento, relegato a stratificazioni vocali racchiuse in loop e incantesimi elettronici dalle tonalità evocative e inquietanti (“Patagonia Motet 1: Lago”, “Patagonia Motet 2: Andes”).

Nemmeno i toni più crepuscolari e cristallini degli arpeggi elettronici di “The Archer” sono in verità confortanti e rassicuranti, quasi come se nella rappresentazione simbolica di Faten Kanaan l’elemento in discussione fosse l’uomo, e quindi il suo ruolo nella narrazione di “A Mythology Of Circles”, dove i protagonisti sono i cicli e le ripetizioni stagionali e naturali. C’è anche un briciolo di quell’inquietudine che David Bowie cesellò magnificamente in “Low” nelle solitarie lande di “Night Tide/Anteros” e “The North Wind”, due delle tracce più elaborate e interessanti del disco.
Faten Kanaan si dimostra abile nel gestire sfumature e intuizioni armoniche con gusto e ingegno, parsimoniosa negli slanci passionali (“The Heron”, “Hesperides”), riflessiva nelle pagine più inquiete (“Sleepwalker”) e inaspettatamente giocosa quando tra i synth analogici spunta il suono alterato di un flauto (“Birds Of Myrrh”), di una surreale arpa celtica (“Mist & Madrigal”) o di un antico carillon (“Erewhon”).

A suo modo originale e tecnicamente ricco di spunti d’interesse, “A Mythology Of Circles” svela finalmente a un pubblico più ampio un’artista dal raffinato profilo creativo: Faten Kanaan è senza dubbio uno dei nomi da segnare sul taccuino e da conservare con cura. Il futuro si prospetta ricco di interessanti sviluppi, probabilmente anticipati già dalla traccia finale ”Ishtar Terra”, che ricorre all’utilizzo del pianoforte modificando le tonalità sintetiche che prevalgono nel resto dell’album.

La musicista americana sembra avere tutte le qualità per ulteriori sfide, e questi quarantuno minuti sono solo un antipasto delizioso e originale.

(17/11/2020)



  • Tracklist
  1. Patagonia Motet 1: Lago
  2. The Archer 
  3. Hesperides 
  4. Birds Of Myrrh
  5. Night Tide / Anteros
  6. Sleepwalker
  7. Mist & Madrigal
  8. Rêve-Rivière
  9. Erewhon
  10. Patagonia Motet 2: Andes
  11. The North Wind 
  12. The Heron
  13. Ishtar Terra




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