Frazey Ford

U Kin B The Sun

2020 (Arts & Crafts) | country, soul

Terzo album per l’ex-vocalist del gruppo folk canadese The Be Good Tanyas, primo a mostrare un cambio di direzione e una struttura musicale più flessibile, che si evidenzia non solo in una più marcata contaminazione soul e r'n’b, ma anche nell’approccio alla scrittura, decisamente più corale e meno statica.

Il primo tassello di “U Kin B The Sun” è comunque da ricercarsi nella collaborazione di Frazey Ford con la sezione ritmica di Al Green, la mitica Hi Rhythm Section, per l’album “Indian Ocean”, ma mentre il progetto del 2014 aveva tutte le caratteristiche di un'intersezione di stili, il nuovo disco appare decisamente più schietto, perfino aspro, dunque un restyling non solo estetico ma anche organico.
Non solo Curtis Mayfield, Ann Peebles, Isaac Hayes e Staples Singers, ma anche Laura Nyro, Rickie Lee Jones o le contemporanee Joan As Police Woman, Brittany Howard e perfino D’angelo: con questo ricco bagaglio la cantautrice mette a segno delle canzoni dal denso groove e dal range emotivo vigoroso, grazie anche a una vocalità potente e sanguigna.

Brani come “Holdin' It Down” e “Purple And Brown” trasudano di passione, poco importa se il funky-soul di “The Kids Are Having None Of It” o lo zuccheroso soul-swing di “U And Me” ne ripetano la formula apparentemente con minore veemenza, c’è una sensualità e una carnalità in “U Kin B The Sun” che non è frutto di calcolo, ma di autentica partecipazione.
E’ un’artista pronta a mettersi a nudo, Frazey Ford. Il passato trascorso al seguito di un padre tallonato dall’Fbi fa da sfondo all’incalzante “Azad”, e il difficile rapporto generazionale diviene oggetto della splendida ballad alla Van Morrison “Motherfucker”, argomenti potenti che l’autrice veste di testi audaci e musicalità pregevole. Questo si riflette anche nell’approccio alla musica soul, non è più la sezione fiati a scandire il ritorno alle radici, quanto una ritmica aspra e ben definita e un’agilità ricca di swing negli intrecci di chitarra e basso, elementi che lasciano ancor più spazio al vibrato della voce, perfettamente a suo agio nel jazz-funky-soul di “Golden” o nell’elegante e notturna “Everywhere”.

Spetta alla title track chiudere in bellezza: quasi sei minuti di vortici emotivi che passano dall’onirico al drammatico, con una potenza espressiva che lascia senza fiato. Il giusto compendio di un disco che emancipa definitivamente l’autrice dal ruolo di brava outsider, per proiettarne il futuro verso obiettivi ancor più intriganti e avvincenti.

(16/05/2020)



  • Tracklist
  1. Azad
  2. U And Me
  3. Money Can't Buy
  4. Let's Start Again
  5. Holdin' It Down 
  6. Purple And Brown
  7. The Kids Are Having None Of It
  8. Motherfucker
  9. Golden
  10. Everywhere
  11. U Kin B The Sun




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