Gabriel Garzón-Montano

Agüita

2020 (Jagjaguwar/Stones Throw) | alt-funk, r&b

Un'esplosione creativa per il secondo album di Gabriel Garzón-Montano, talentuoso figlio d'arte (la madre era un soprano del prestigioso Philip Glass Ensemble) alle prese con un più argomentato e travagliato progetto, "Agüita".
Funk, r&b, hip-hop e soul sono anche questa volta il background prediletto dal musicista newyorkese. Il passaggio (coordinato e condiviso tra le due etichette) dalla Stones Throw alla Jagjaguwar ha una funzione esplicativa delle temerarie incursioni in ambiti stilistici più sperimentali e sfaccettati, che permettono all'artista di esternare sonorità più sensuali e introspettive. Un timbro vocale interessante e tagliente, croce e delizia di detrattori e fan del musicista, testi oltremisura personali, non particolarmente originali nel loro essere espliciti nonché legati a una sessualità non convenzionale, e le stridenti sonorità che si avvicendano, con sufficiente intelligenza e senso della misura, alla fine delineano l'essenza di "Agüita": un album ancora indeciso tra smania di approvazione e autentica abilità artistica.

Rispetto all'esordio "Jardin", Gabriel Garzón-Montano compie un deciso passo avanti: alle delicatezze funky alla Prince di "With A Smile" e all'intelligente incursione nel reggaeton di "Muñeca", contrappone una visione soul che passa attraverso le recenti alchimie di Drake e Moses Sumney ("Fields"), restando più accessibile nella scandalosa "Someone" (resoconto di un fugace rapporto orale), prevedibile nel pur raffinato groove multietnico di "Mira My Look" e gradevolmente astuto nella ruffiana title track.
Assecondando le moderne contaminazioni elettroniche alla Bon Iver ("Moonless" e la meno convincente "Tombs") e le sanguinanti stratificazioni vocali in stile Thom Yorke ("Bloom"), il musicista azzarda un'incursione nel filone glitch e nell'Idm con la complicità di Theo Bleckmann in "Blue Dot", raggiungendo quella tanta agognata originalità espressiva. Un altro tassello di un disco interessante e policromo.

"Agüita", pur confermando il talento di Gabriel Garzón-Montano, non scioglie l'annoso dilemma di un artista che volendo penetrare con intelligenza nelle maglie del mainstream, non ha ancora elaborato una scrittura all'altezza che gli consenta di non scivolare nell'anonimato o nell'estenuante ruolo di eterna promessa.
Per il musicista newyorkese è arrivato il momento di scegliere tra estetica e consistenza creativa, spunti e presupposti per un futuro luminoso e di rilievo nel panorama r&b contemporaneo non mancano in "Agüita", ma nello stesso tempo qualcuno ha già allungato il passo (Moses Sumney, "Græ") e seguirne le orme non sarà facile.

(30/10/2020)



  • Tracklist
  1. Tombs
  2. With A Smile
  3. Muñeca
  4. Fields
  5. Mira My Look
  6. Moonless
  7. Someone
  8. Bloom
  9. Agüita
  10. Blue Dot




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