Haley Blais

Below The Salt

2020 (Tiny Kingdom) | alt-folk, alt-pop, alt-country

Interessante esordio per la giovane artista di Vancouver, sospesa tra tradizionale e moderno, con un sound fatto di gentili riverberi e un’espressività non particolarmente originale, ma sorretta da un buon gusto melodico.
Unendo Angel Olsen e Carole King (l’ottima “Be Your Own Muse”, che ricorda le accattivanti melodie dei Tennis, qui presenti nel produttore Patrick Riley), Haley Blais si fa strada in una serie di brani che tradiscono chiaramente l’origine da “star Youtube”, con la progressione cuore in mano di “Firestarter” che affonda nell’alt-country un po’ moscio di “Asleep” (di ben altro piglio la conclusiva “So Funny”).

La patina di disco acerbo, concepito e rimasto nella sua cameretta, non viene del tutto nascosta dagli arrangiamenti calibrati e dotati di un loro calore, ma non nasconde comunque l’impatto crudo ed essenziale delle canzoni di Haley, ad esempio negli scorci dreamy di “Ready Or Not” e "Too Good" o nel restyling di “On A Weekend”, che sembra di una giovanissima Kate Bush (il falsetto della Blais la ricorda decisamente, ad esempio anche in “Rob The Original”) che si cimenta nella disco music.

Non c’è comunque un brano che sfiguri di fronte ad altri e altre star del cantautorato contemporaneo, ben più osannate di Haley, che si trova solo all’inizio della sua carriera. Un’artista sicuramente da tenere d’occhio, ma sarebbe un rimpianto considerare “Below The Salt” il suo capolavoro.

(22/09/2020)



  • Tracklist
  1. Someone Called While You Were Out
  2. On a Weekend
  3. Ready or Not
  4. Too Good
  5. Firestarter
  6. Asleep
  7. Be Your Own Muse
  8. Rob the Original
  9. So Funny
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