Half Japanese

Crazy Hearts

2020 (Fire) | alt-pop, garage

Rispettando una cadenza quasi annuale, gli Half Japanese pubblicano il nuovo album “Crazy Hearts” sul finire del 2020.
In un anno ricco di rinvii e pubblicazioni a sorpresa, non desta stupore la scelta di uscire con un disco nuovo sul mercato nel mese di dicembre, la consuetudine che vuole il periodo natalizio utile solo per pubblicare antologie e riedizioni speciali di album di successo è stata ampiamente ribaltata.

Nessuna strategia commerciale dunque per Jad Fair e soci, solo l’ennesima dimostrazione di vitalità del marchio Half Japanese, ripristinato nel quarantennale della formazione della band con l’ottimo “Overjoyed”, dopo tredici album di assenza, e che il geniale musicista statunitense ha continuato a coltivare pur non tralasciando le innumerevoli collaborazioni e progetti in duo.
Quello che è evidente è l’affiatamento della band e il suono sempre più corale e coeso, che tiene salda la tensione anche in questa comunque ordinaria sequenza di canzoni post-punk, garage-rock, jangle-pop e psichedeliche, imbrigliate in un’estetica pop sbilenca e DIY.

L’album numero diciannove degli Half Japanese occulta abilmente le premesse concettuali, figlie di quell’espressionismo astratto dell’arte pittorica americana. Un brano come ”Dark World” solo in apparenza rispetta il canovaccio creativo di Jad Fair, l’uso della parola e dei dialoghi tra riff chitarristici e tempi ritmici è frenetico e caustico come non mai.
Anche quando il linguaggio pop-rock assume contorni più definiti, quello stesso che Violent Femmes, Pavement e Rem hanno trascinato su palchi infuocati e grondanti di pubblico rubandolo in parte al genio di Jad Fair, il risultato è oltremodo entusiasmante e fresco: si ascoltino le trascinanti “Wonderous Wonder” e “Undisputed Champions”.
Più oscure e graffianti (“A Phantom Menace”), inaspettatamente radiofoniche e accattivanti (“Let It Show”), grevi e inclini al noise (“Late At Night”), imprevedibili (“My Celebrity”), fluenti e intelligentemente elettroacustiche (“As Best You can”), le canzoni di “Crazy Hearts” sembrano le migliori scritte da Jad Fair dal rientro in scena del 2014, senza dubbio le più genuine e vivaci.

Le dodici tracce sono immerse in un fluido psichedelico, che offre alla band l’opportunità di mettere a segno il brano più iconico e frizzante del personale ventennio artistico, ovvero quel piccolo omaggio ai Sixties con tanto di organetto e tempi rock’n’roll degni dei migliori Modern Lovers, “And It Is”, un brano che infine certifica l’attuale stato di grazia che gli Half Japanese hanno tradotto nel loro album più divertente e irriverente degli ultimi anni.

Nel frattempo Jad Fair ha pubblicato per la Joyful Noise ben cinque album digitali sconvolgendo ancor di più i piani dei bibliografi del rock.

(10/01/2021)



  • Tracklist
  1. The Beast Master
  2. Wonderous Wonder
  3. Dark World
  4. And It Is
  5. My Celebrity
  6. Late At Night
  7. Undisputed Champions
  8. Crazy Hearts
  9. As Best You can
  10. A Phantom Menace
  11. A Job Well Done
  12. Let It Show






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