Heather Trost

Petrichor

2020 (Third Man) | psych-pop, folk

Forti di un bagaglio musicale senza confini, Heather Trost e Jeremy Barnes hanno ripreso le fila degli A Hawk And A Hacksaw dopo anni di silenzio, un periodo durante il quale Heather ha coltivato un progetto solista che convogliasse nuovi stimoli al rapporto artistico e personale dei due musicisti.

Il piacevole e interessante “Forest Bathing” ha però sancito una direzione stilistica che, nell’esotica sbornia etnica stile Dead Can Dance, ha proseguito nel tenere fuori dalla musica del duo le pulsioni psych-pop che la musicista aveva esternato nel precedente album “Agistri”. Non stupisce, dunque, che il terzo album della ragazza del New Mexico, “Petrichor”, svolti ancor più decisamente verso una psichedelia caliginosa, sedotta da tonalità folk-pop e cinematiche.
Il marito Jeremy Barnes (che in passato è stato anche membro dei Neutral Milk Hotel e dei Beirut) ha supportato Heather in quel che può essere sintetizzato come l’album della completa autonomia artistica della cantante e violinista americana, frutto di quasi due anni di lavoro e sperimentazione.

La sensibilità pop trova subito ristoro nella psichedelica rilettura di “Jump Into The Fire”, brano tratto dal repertorio di uno dei feticci artistici della musicista, Harry Nilsson, che il graffio vellutato del violino e la voce cadenzata alternano con atmosfere alla Wall Of Voodoo.
Questi insoliti bagliori, in bilico tra film di fantascienza e ingenuità post-moderne, animano anche i quasi nove minuti di misticismo di “Vk09”: una potenziale ninnananna dai toni epici, psichedelici e catartici, che da sola giustifica l’esistenza di “Petrichor”.
Le suggestioni da colonna sonora immaginaria caratterizzano l’altrettanto incantevole “Love It Grows”, un brano che intercetta Morricone e Lynch con percussioni galoppanti, riff di fuzz guitar e un’armoniosa musicalità folk.

Resta prevalente la sensazione che Heather Frost voglia rimarcare una spiritualità meno terrena di quella messa in atto con gli A Hawk And A Hacksaw. Lo sottolineano le fluttuanti noti cosmiche di “Let It In”, l’onirica grazia armonica della malinconica “Tracks Of Nowhere” e l’avventurosa dolcezza minimalista di “Sunrise”.
Strano a dirsi, ma è il brano apparentemente meno caratteristico di “Petrichor” che cattura in pieno stupore e bellezza: la gracile cantilena per voce, piano e violino di “I'll Think Of You” crea un incanto, una magia che spazza via ogni dubbio: la crisalide è diventata farfalla, Heather Trost ha infine trovato una personale dimensione espressiva, ed è molto intrigante. 

(28/11/2020)



  • Tracklist
  1. Let It In
  2. Love It Grows
  3. Tracks Of Nowhere
  4. I'll Think Of You
  5. Jump Into The Fire
  6. Vk09
  7. Sunrise




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