Helfró

Helfró

2020 (Season of Mist) | black metal, death metal

La scena estrema islandese continua a lanciare nuove interessanti realtà, band probabilmente sputate fuori da qualche vulcano dell’isola e subito messe sotto contratto da qualche lungimirante etichetta. Se a breve è previsto su Avantgarde il debutto su lunga distanza dei Nexion, i loro colleghi Helfró approdano invece sulla Season of Mist con un esordio che in realtà ripesca sette brani (sugli otto complessivi) già contenuti nell’omonimo disco autoprodotto del 2018.

Con alle spalle un recente passato negli Ophidian I (dediti a un death metal molto tecnico), i due unici componenti degli Helfró (Símon Þ e Ragnar S) non rinnegano affatto le loro radici, prendendo così le distanze dall’opprimente e sulfureo sound black metal di matrice islandese: una prerogativa facilmente intuibile fin dalla primissima “Afeitrun”, in cui la velocità di esecuzione si somma a un drumming a dir poco chirurgico. Il cadenzato break centrale e uno screaming ora ferale ora più vicino al growl ci ricordano delle origini death del combo, capace di cambiare marcia con una certa disinvoltura pur mantenendo inalterato un approccio spietato e violento. Anche il riff della successiva “Ávöxtur Af Rotnu Tré” rimette in circolo le sensazioni di cui sopra, prima di lasciare spazio a una giostra di tecnicismi ben lontani dalla nera cappa che ha fatto la fortuna di tante band islandesi come Misþyrming o Svartidauði.

Privi di un’impronta riconducibile ai loro celebrati colleghi conterranei, gli Helfró non riescono però a distinguersi in maniera altrettanto originale, ricalcando in parte gli stilemi tipici del black svedese, la scuola da cui il duo attinge maggiormente per quanto concerne i passaggi più tirati (nella conclusiva “Musteri Agans” tornano in mente i Dark Funeral in più di un’occasione). In questo frullato di influenze, non mancano comunque riferimenti sparsi per Dimmu Borgir, Mayhem (soprattutto quelli di “Esoteric Warfare”) e Belphegor, proprio alla luce di un bilanciamento molto spiccato tra tecnica e pura brutalità.

Pur essendo arrangiato e interpretato in maniera brillante, questo debutto degli Helfró rischia purtroppo di restare confinato tra quei prodotti derivativi destinati a raccogliere di meno rispetto a quanto seminato: ecco perché, alla resa dei conti, il pezzo a convincere più degli altri è “Hin Forboðna Alsæla”, un passaggio capace di toccare alti vertici di solennità grazie a un ritornello dal gusto squisitamente epico.
L’album merita attenzione, ma l’occasione per lasciare il segno è rimandata probabilmente al prossimo giro, quando gli Helfró - ce lo auguriamo - avranno messo a fuoco le loro potenzialità con meno furore artistico e maggiore cura per quelle piccole sfumature (qui soltanto abbozzate) che potrebbero fare davvero la differenza.

(27/04/2020)

  • Tracklist
  1. Afeitrun
  2. Ávöxtur af rotnu tré
  3. Eldhjarta
  4. Þrátt fyrir brennandi vilja
  5. Þegn hinna stundlegu harma
  6. Hin forboðna alsæla
  7. Katrín
  8. Musteri agans
 


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