Irist

Order Of The Mind

2020 (Nuclear Blast) | extreme-metal

La Georgia americana è già terra di grandi nomi nel metal (Mastodon, Baroness, Black Tusk, Kylesa) che hanno reso un marchio di fabbrica il connubio tra violenza primitiva, ricerca sonora/atmosferica e intensità melodica. Ecco che da Atlanta alzano la mano gli Irist, autori di un esordio dal solido pedigree, che vuole integrare altre sonorità e fa ben sperare per il futuro del gruppo. Il gruppo ha generato un discreto hype ed è stato subito scritturato dalla Nuclear Blast che ha messo a disposizione una produzione eccellente (di Lewis Johns) per pubblicare "Order Of The Mind".

Come molti colleghi dallo stesso stato, gli Irist affondano le loro radici nello sludge-metal, con uno stile violento ed efferato, ma lo sviluppano rendendolo più oscuro e futuristico, integrando elementi più estremi e in particolare guardando oltreoceano. Il quintetto viene da Atlanta, già città dei Mastodon, ma non sono questi ultimi come stile il primo paragone da fare. Infatti il suono alienante si rifà molto anche al peculiare timbro dei francesi Gojira (con il loro mix unico di sludge, death, prog e groove-metal). Abbiamo quindi tecnicismi dalle distorsioni siderurgiche a squarciare l'ascolto, armonizzazioni gelide delle chitarre e ritornelli che coniugano violenza urlata e melodia. Gli Irist sono indubbiamente discepoli dei Gojira e ne hanno appreso bene la lezione. 

Le aggressivissime urla ruggite di Rodrigo Carvalho (che si ispira molto a Joe Dupantier) sembrano preannunciare con disperazione la fine del mondo, sfogando come reazione un tormento animalesco in un mondo tecnologico. L'apice è forse nel secondo brano "Burning Sage", claustrofobico e trascinante allo stesso tempo, con una prestazione vocale favolosa. Qua e là ci sono però piccoli inserti in voce pulita (del chitarrista Adam Mitchell) che ricordano Burton C. Bell dei Fear Factory, per esempio in "Severed" e soprattutto nella desolata quasi-ballad "Harvester".

Affiorano anche alcune esplosioni schizzate metalcore (per esempio "Insurrection" o la title track) e momenti di distensione malinconica (la coda di "Creation", ad esempio). In effetti un altro disco simile è "Dormant Heart" degli inglesi Sylosis, che pure è influenzato dai Gojira, ma partendo da una base -core anziché sludge. "The Well" è più vicina al death.
I membri del gruppo sono di origine sudamericana e citano anche un amore indefesso per i Sepultura, ma il suono è abbastanza diverso in realtà dai brasiliani, a parte forse i primi album più estremi, comunque filtrati dagli arrangiamenti più moderni.

Complessivamente, "Order Of The Mind" è un fulmine a ciel sereno, micidiale e raggelante.

(07/02/2021)



  • Tracklist
  1. Eons
  2. Burning Sage
  3. Severed
  4. Creation
  5. Dead Prayers
  6. Insurrection
  7. Order of the Mind
  8. Harvester
  9. The Well
  10. Nerve
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