Joyfultalk

A Separation Of Being

2020 (Constellation) | post-minimalismo, elettronica

Dopo anni di sperimentazione e contaminazione tra minimalismo, techno e kraut-rock, Jay Crocker sposa la disciplina della composizione organica, mettendo a frutto tutta le suggestioni della visual art, nonché l’interesse del musicista per musiche etniche dal forte impatto ritmico, come quella magrebina, e le insolite scale armoniche della musica giapponese.

Opera fortemente concettuale, “A Separation Of Being” si snoda in soli trentadue minuti, suddivisi in tre composizioni, elaborate dall’artista sotto l’influenza di immagini e colori creati da proiezioni su strutture multidimensionali, oltreché da una straniante associazione tra minimalismo e psichedelia.
Concepito e realizzato nelle lande canadesi della Nova Scotia, il progetto si avvale della collaborazione di Jesse Zubot (session-man per Destroyer, Stars, Veda Hille etc.), ideatore delle geniali geometrie d’archi, che contrastano con le austere sonorità degli strumenti creati dallo stesso Crocker con l’utilizzo di materiali riciclati e metodologie improvvisate.

Stupisce non poco l’irruenza ritmica e la precisione metronometica di “Part 2 : Pixelated Skin”, il cui fervore ipnotico viene elegantemente stemperato sul finale dalle elaborazioni armoniche dei violini orchestrati da Jesse Zubot, facendo fluire le iniziali atmosfere giocose verso una trance multietnica.
In questa fusione tra linguaggi arcaici e moderni, risiede il fascino di “A Separation Of Being”, il disco di Joyfultalk (moniker utilizzato da Jay Crocker) ripropone la forza visionaria dei primi album della Penguin Café Orchestra, dove le oscure pagine ambient sposavano la cultura popolare, conciliandole attraverso il linguaggio sonoro di Terry Riley, Steve Reich e Brian Eno.
Nella complessa e articolata densità di “Part 3 : Liquified Then Evaporated” c’è tutto quanto sopra descritto: fughe d’archi e tastiere, drone-music dalla variegata genia (voci, suoni acustici, elettronici e ritmici rimaneggiati), fino alla confortevole apparizione di un vibrafono che, più di altri elementi, spinge il robotico incedere del brano verso un lieve lirismo.

Spetta comunque all’iniziale “Part 1 : I've Got That Trans-Dimensional Feeling Again” aprire le porte della percezione di “A Separation Of Being”, con una fantasiosa e ariosa mistura di gamelan music e minimalismo, con tonalità sfavillanti e contemplative che sono il primo assaggio di un album originale e suggestivo, un deciso passo per Joyfultalk nel gotha della musica elettronica e sperimentale.

(05/04/2020)



  • Tracklist
  1. Part 1 : I've Got That Trans-Dimensional Feeling Again
  2. Part 2 : Pixelated Skin
  3. Part 3 : Liquified Then Evaporated




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