Juanita Stein

Snapshot

2020 (Nude) | folk, pop, blues

L’istantanea catturata nella copertina del terzo album da solista dell’ex-Howling Bells, una foto di Tom Greatorex che aveva già immortalato con sfumature similari la cover dell’album della band “Heartstrings”, è un’immagine sfuocata di un luogo apparentemente rilassante e solitario, ma è solo la rappresentazione simbolica di uno stato d’animo ricco di sofferenza e smarrimento, quello stato d’animo che Juanita Stein ha vissuto in seguito alla morte del padre per una grave forma di leucemia mieloide acuta.

Essendo la musica della cantante australiana da sempre caratterizzata da un equilibrio di chiaroscuri, di luci ed ombre, è facile immaginare quanto questo evento abbia potuto esacerbare queste peculiarità, ma la prima sorpresa è che Juanita Stein risponde al dolore con una grinta rock-blues che pone “Snapshot” un passo avanti nell’evoluzione dell’autrice. 
Al timbro più ruvido della musica dell’artista corrisponde un cambio di guardia in cabina di regia, la produzione di Ben Hillier (Blur, Suede, Smashing Pumpkins, Nadine Shah etc.) e un ridotto ensemble strumentale, Jimi Wheelwright al basso e Evan Jenkins alla batteria, e il ritorno al suo fianco del fratello Joel Stein. Ed è proprio la fisicità del tocco chitarristico di Joel l’elemento che già dalle prime note del disco caratterizza la mutazione stilistica di “Snapshot”, quel “1, 2, 3, 4, 5, 6” scandito con rabbia e dolore è solo un anticipo delle buone vibrazioni che regala l’ultimo album di Juanita.

Mai così greve e rockeggiante come nell’abbondante sequenza di arpeggi e riff di “L.O.T.F”, o evocativa e nostalgica con un’intensità soul/r&b quasi sixties in “Reckoning”, nonché solida e incisiva dal punto di vista armonico come mai prima d’ora nella title track, Stein sembra aver preso sul serio il proprio ruolo di artista.
Non è un caso che per “Snapshot” il lavoro di realizzazione e produzione sia stato più lungo del solito, dalle due settimane dei precedenti album ai quasi otto mesi dell’ultimo. A beneficiarne è non solo l’aspetto tecnico - l’etereo matrimonio tra il bisbiglio della voce della Stein e le tribolazioni di synth e archi di “The Mavericks” è un prodigio reso possibile dall’estrema cura degli arrangiamenti - ma anche quello più tangibile e immediato, ovvero la qualità delle composizioni che nell’insieme sfugge a quell’imbarazzante routine che aveva inficiato le precedenti prove dell’artista.

Per la prima volta Juanita Stein offre almeno un paio di canzoni da preservare a futura memoria, la ballata psych-folk “Lucky” e la delicata “Mama”, ulteriori segnali della ritrovata ispirazione, per un’artista che ha trovato finalmente la propria voce.

(24/01/2021)



  • Tracklist
  1. 1, 2, 3, 4, 5, 6
  2. L.O.T.F
  3. Lucky
  4. Snapshot
  5. Hey Mama
  6. From Peace
  7. The Mavericks
  8. Reckoning
  9. Take It Or Leave It
  10. In The End




Juanita Stein su OndaRock
Recensioni

JUANITA STEIN

Until The Lights Fade

(2018 - Nude)
L'ex-Howling Bells reinventa il proprio stile con l'aiuto di Brendan Flowers e un tocco di pop-rock

JUANITA STEIN

America

(2017 - Nude)
La prova poco convincente della cantante degli Howling Bells

Juanita Stein on web




Facebook



Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.