Julius Project

Cut The Tongue

2020 (G. T. Music Distribution) | progressive rock

Di certi dischi si dovrebbe parlare anche solo per il vissuto e la storia che vi sono dietro. Quando ho appreso della genesi di “Cut The Tongue”, ne sono rimasto così affascinato che ho subito deciso di parlarne ancor prima di procedere all’ascolto. Anno 1978: Julius Chiriatti, tastierista e compositore salentino con alle spalle diverse esperienze in band progressive locali, inizia a scrivere dei brani che dovrebbero andare a costituire un concept-album a nome Julius Project. E’ un periodo particolare per il progressive, con le band classiche che mutano forma (vedi Genesis, Pink Floyd, Camel) e il sentimento generale di fine di un’epoca, accentuato nell’immaginario di molti dall’allora nascente new wave, percepita come rottura/superamento del prog-rock (noi, ovviamente, sappiamo che non è vero). Sta di fatto che il clima di sconforto avvertito dallo zoccolo più duro del movimento prog deve aver gettato Julius in una sfiducia tale da mandare all’aria l’intero progetto “Cut The Tongue”.

Salto temporale di oltre 40 anni: scartabellando tra vecchi ricordi del padre, Bianca Chiriatti (voce principale dell’album) scopre una collezione di demo appartenenti alle sessioni di registrazione di “Cut The Tongue”. L’ascolto di quelle cassette provoca una forte emozione in Bianca, tale da convincere il padre a riprendere in mano il tutto e registrare il disco con l’aiuto di diversi musicisti locali e non, tra i quali spicca il nome di Richard Sinclair, vecchia leggenda del progressive rock, da tempo residente in Salento.

Se si chiudessero gli occhi e ci si immaginasse nel 1978, anno in cui sarebbe dovuto uscire, “Cut The Tongue” suonerebbe perfettamente in linea coi tempi, per certi versi addirittura curiosamente anticipatore di atmosfere e temi che sarebbero stati predominanti in “The Wall” dei Pink Floyd. “Cut The Tongue” è infatti un concept-album che esplora il coming-of-age di Boy, giovane protagonista del disco che dopo mille peripezie giunge a individuare il significato della sua esistenza, trovando la felicità nella solitudine.
Il disco si può fregiare di una produzione deluxe, con planate strumentali dal sapore space e tastiere che enfatizzano l’atmosfera epica. “In The Fog” è la sinfonica introduzione all’opera, con coda chitarristica in odore Camel, mentre “In The Room” sfoggia virtuosismi tastieristici jazzati vicini alla fusion. Nella title track interviene la voce di Richard Sinclair, portandosi dietro sentimenti a metà tra la nostalgia e la malinconia.

Opera da ascoltare rigorosamente come un unicum, “Cut The Tongue” è un segreto preziosamente custodito, a cui il passare del tempo ha donato ancora più spessore.

(11/02/2021)



  • Tracklist
  1. The Fog
  2. In the Room
  3. You Need a Prophet
  4. Mask & Money
  5. Welcome to the Meat Grinder
  6. Speed Kings
  7. Clouds pt. 1
  8. Clouds pt. 2
  9. Cut the Tongue
  10. The Swan
  11. Island
  12. We Know We Are Two
  13. I See the Sea
  14. Glimmers
  15. Castaway
  16. Wood on the Sand
  17. Wandering
  18. Desert Way
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