Kaleida

Odyssey

2020 (Lex) | electro-pop

Né Cicely Goulder né Christina Woods erano ancora nate nei primi anni 80, ma forse in spirito c'erano anche loro in studio con gli Yazoo durante le registrazioni di "Upstairs At Eric's", o quando Ralf Behrendt in quel di Brema conduceva uno stuolo di musicisti e due fascinose cantanti/modelle per creare il progetto Saâda Bonaire. Sta di fatto che sotto al nome di Kaleida le ragazze fanno della sacra comunione tra voce umana e tastiera il punto focale della propria arte. Un paio di anni fa il bellissimo album di debutto "Tear The Roots" aveva messo a verbale uno stile immediatamente riconoscibile: certosina selezione delle partiture elettroniche a cura di Cicely e la fatata voce di Christina a librarvisi sopra.
Il vecchio Ep di debutto "Think" conterrà ancora il loro pezzo più noto in assoluto e quello al quale forse rimarranno legate per sempre nell'immaginario collettivo, ma le ragazze non si sono mai perse d'animo nel frattempo - anzi, hanno passato l'intera quarantena 2020 a lavorare da remoto dall'America alla Germania per rifinire al dettaglio il loro nuovo lavoro, "Odyssey".
 
Quando si tratta di stendere la materia elettronica come i tanti finissimi veli di una baklava al pistacchio, le Kaleida si dimostrano ancora una volta molto abili; vedasi la sinuosa title track posta in apertura, una "Long Noon" che quasi richiama le nebbie anni 80 di Weeknd, quel perforante beat che pulsa come un robot innamorato lungo lo svolgimento del singolo di lancio "Other Side" (ancor più efficace nella versione extended presentata su album), e le colorate visioni art-disco sulla scia dei Moloko di "Feed Us Some", con quel tellurico ostinato di piano elettrico che rimbalza come un pallone da basket sul linoleum di una palestra vuota.
Menzione di riguardo per il finalone di "No Computer", sei minuti pieni di vibrazioni techno, coltri di tastiere dai riverberi balearici e persino qualche sparuto rintocco euro/Edm, tante parti diverse sapientemente montate assieme in una cavalcata al contempo malinconica ma pulsante di vita. In casi come questi, la perfetta simbiosi tra i macchinari di Cicley e la voce di Christina è più apparente che mai.
 
Sono le ballate, semmai, a rappresentare i momenti più parchi e sfuggenti del lavoro, non tanto per le sempre raffinate interpretazioni vocali o per la stesura delle basi, quanto per una scrittura che, in un frangente del genere, necessiterebbe di qualche colpo di scena in più; "The News", "Josephine" e soprattutto "Fake" scorrono eleganti e avvolte nel mistero di un cappotto lungo nel cuore dell'inverno, ma le scarne tessiture di contorno finiscono col mettere in luce una serie di strofe e ritornelli troppo poco memorabili per stare sempre in piedi da soli.

Non ci sono comunque dubbi sul fatto che anche "Odyssey" sia un ascolto nuovamente riuscito, fosse anche solo per la breve durata del minutaggio complessivo. Certo è scomparso l'effetto sorpresa, si corre il rischio che questa ormai riconoscibilissima firma del marchio Kaleida possa, in futuro, diventare anche la loro prigione. Ma se siete in vena di un po' di sano electro-pop d'atmosfera rifinito coi fiocchi, di suggestioni noir anni 80 e di una voce capace di accarezzare le orecchie come un velluto pregiato, con "Odyssey" si casca comunque ancora saldamente in piedi.

(08/10/2020)



  • Tracklist
  1. Odyssey
  2. Other Side
  3. The News
  4. Feed Us Some
  5. Long Noon
  6. Josephine
  7. Fake
  8. No Computer


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Recensioni

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