Katie Blount

Dark Water

2020 (self released) | folk, songwriter

Un tempo una voce e una chitarra erano il cifrario stilistico di folksinger e cantautori/cantautrici, linguaggio espressivo che il lo-fi ha reso congeniale a variegati profili artistici. Una bella lezione di coerenza, nonché uno schiaffo alla massificazione musicale, è quella della cantautrice inglese Katie Blount, restauratrice di uno stile folk che non si rifugia nella semplicità creativa e nel minimalismo espressivo per occultare indecisioni e incertezze.

Aspre, dirette e poetiche, le composizioni di Katie Blount si alimentano con quel patrimonio lirico che per generazioni ha nutrito Joan Baez, Joni Mitchell, Leonard Cohen e perfino il nostro conterraneo Francesco De Gregori, nove brani e arrangiamenti argomentati con sapienza e slanci compositivi che lasciano il segno.
L’esordio della ragazza di Londra è ricco di canzoni dal fascino semplice e familiare che, pur non brillando sempre per originalità, possiedono quel leggero quid che le rende amabili e autentiche. Valga come esempio la graziosa “Shadowlands”, che scorre come l’acqua in un fiume armonico limpido, contraddistinta da un lieve tocco di tastiere e un’armonica dalle tonalità inattese.
La purezza espressiva di Katie Blount è spesso pericolosamente vicina a un oscuro minimalismo espressivo, si ascoltino “The Alchemy Of Modern Times” e “The Lost Conversation”, lo stesso che è diventato altresì leggendario nelle mani di Annie Briggs o Nick Drake e che nella sfavillante “Theatre Cafe” conferma l’innato talento dell’autrice.

“Dark Water” è un disco che profuma d’antico ma non di retrò o di forzature vintage. La musica di Katie Blount è sincera e autentica, un gioiello di songwriting fuori dal tempo che rischia di trovare entusiastici ammiratori tra i fan di Vashti Bunyan e Donovan (“Abandoned Love”) o nei pochi nostalgici ammiratori di Joan Baez (“The American Song”).
E’ comunque evidente il talento non proprio comune di Katie Blount: la title track è senza dubbio una di quelle canzoni capaci di fermare lo scorrere del tempo, un dialogo perfetto tra parole e musica di cui qualsiasi autore andrebbe fiero, ed è di rara intensità la versatilità lirica e armonica della complessa eppur essenziale ballata folk-blues per voce e chitarra “Tap Dancing To The Blues”.

C’è ancora spazio per un’altra perla prima che cali il sipario sull’esordio di Katie Blount: la semplicità e fragilità sonora di “Orion Sky” è cristallina e pura, ma è nella voce che tutto trova una definitiva dimensione creativa, confermando l’autrice come una delle promesse del folk inglese.

(27/12/2020)



  • Tracklist
  1. Dark Water
  2. Shadowlands
  3. The Alchemy Of Modern Times
  4. Tap Dancing To The Blues
  5. The American Song
  6. Abandoned Love
  7. Theatre Cafe
  8. The Lost Conversation
  9. Orion Sky






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