Katie Melua

Album No. 8

2020 (BMG) | pop, songwriter

Incontro fortunato quello tra il produttore e musicista Mike Batt e la cantante georgiana naturalizzata britannica Katie Melua. Dal 2003 al 2016, il connubio artistico ha regalato alla cantautrice e interprete ben due album al vertice delle classifiche inglesi e altri quattro notevoli successi, non solo in Inghilterra ma in molti paesi europei (Italia compresa), nonché una breve incursione nel difficile mercato americano.
I propositi di Mike Batt di avere in squadra una raffinata e ammaliante voce jazz-blues sono stati ripagati. Plauso critico e fama non sono mancati all’artista, permettendole di ereditare quel pubblico che aveva già acclamato la brava interprete country-blues, prematuramente scomparsa, Eva Cassidy, cantante che la stessa Katie omaggiò dedicandole “Faraway Voice”, brano incluso nell’album d’esordio “Call Of The Search”.

Dopo il divorzio artistico con Mike Batt e un primo disco per la Bmg passato in sordina (“In Winter”), l’artista affronta un altro divorzio, quello dal compagno James Toseland, da qui l’esigenza di mettere insieme per la prima volta un diario più personale e intimo dal punto di vista dei contenuti lirici.
Contraddistinto anche dalla pregiata produzione di Leo Abrahams, l’ottavo capitolo discografico di Katie Melua, intitolato semplicemente “Album N° 8”, è il primo composto solo da canzoni scritte dalla cantante georgiana. Un delicato puzzle di storie d’amore e abbandono, che l’artista tiene abilmente lontane da derive autobiografiche, puntando a un’intelligente universalità espressiva su temi oltremodo sensibili.

Accompagnata dall’Orchestra filarmonica georgiana, la voce dell’autrice offre tonalità calde e avvolgenti, sia che rievochi il fascino vintage di Peggy Lee (“Your Longing Is Gone”) che quello più contemporaneo di Eva Cassidy (“Joy”).
Il repertorio è all’altezza del passato. La mancanza di classici, oggetto di cover version, è controbilanciata da pregevoli ballate jazz dal raffinato groove trip-hop e orchestrale (“Voices In The Night”) e da melodie che hanno il brio dei classici del soft-rock, rievocando i Bread di David Gates in “Heading Home”, o la nobile tradizione country-blues in “Leaving The Mountain”, due brani, quest’ultimi, che Leo Abrahams addobba con arrangiamenti orchestrali di rara perfezione che sottolineano, senza sopraffarle, le elaborate tessiture armoniche e liriche.

Disco che punta l’obiettivo anche verso il mercato americano, “Album N° 8” segna il passaggio di Katie Melua da raffinata interprete a cantautrice a tutto tondo, un progetto che peraltro spezza l’incantesimo mediatico che aveva relegato la figura dell’artista a onesta ma superflua protagonista del mainstream.
Un’ultima citazione per il brano che chiude l’album, “Remind Me To Forget”, ulteriore prova della maturità raggiunta anche nella scrittura, nonché potenziale slogan con il quale riassumere i pregi di questo ottava raccolta: bisogna infatti provare a dimenticare per un attimo il passato di Katie Melua per poter apprezzare fino in fondo la grazia di queste dieci nuove canzoni.

(30/12/2020)



  • Tracklist
  1. A Love Like That
  2. English Manner
  3. Leaving The Mountain
  4. Joy
  5. Voices In The Night
  6. Maybe I Dreamt It
  7. Heading Home
  8. Your Longing Is Gone
  9. Airtime
  10. Remind Me To Forget






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