Laura Fell

Safe From Me

2020 (Balloon Machine) | alt-folk

Il prolifico circuito del cantautorato femminile continua a proporre deliziose variabili sul tema. Una realtà artistica sempre più vitale, che pian piano sta abbattendo anche quei cliché nei quali le donne erano state confinate dal maschilismo rock. L’opportunità offerta dalla filosofia del DIY ha liberato energie e linguaggi rock al femminile che non avrebbero goduto delle stesse opportunità, se asservite al mainstream e alle regole del mercato.

Le nota piacevoli che accompagnano il debutto di Laura Fell sono l’inattesa maturità e autonomia espressiva della giovane cantautrice londinese. ”Safe From Me” non è il solito capriccio di una folksinger devota a nonna Joni Mitchell; è più facile scorgere tracce di Tom Waits e Vashti Bunyan, ma soprattutto una profonda dialettica artistica sia lirica che strumentale.
Il brioso country-western di “Every Time” è solo in apparenza l’esternazione pop più lampante del disco, ma è anche un’intuizione geniale, un folk-pop sorretto da un anomalo giro di basso che trascina tutti gli elementi verso una leggiadria degna di Laura Marling. La stessa grazia che avvolge gli elementi plasmanti della poetica “Until Now” (chitarra, voce, basso e una sezione fiati) in una bolla che resta sospesa a mezz’aria.

“Safe From Me” è dal punto di vista dei contenuti lirici, peraltro molto affascinanti, un outing emotivo, Laura Fell è una psicoterapeuta che fino ad ora aveva trovato sfogo ai suoi interrogativi nella poesia e che ha scoperto la forza terapeutica della musica.
Ed è a una musicalità che prende le mosse dal tipico suono acustico che la giovane musicista affida le riflessioni più intime. Il recente divorzio dei genitori in “Glad” ("E poi, quando sei tranquillamente seduto e la tua mente potrebbe tornare indietro, spero che sarai solo contento per tutto quello che hai e hai avuto") o la difficoltà di contenere la rabbia di fronte al tradimento (“Ti chiederò di risparmiarmi le tue stronzate sull'essere tradito, e per darti il beneficio del dubbio supponi di mentire quando hai paura”), parole consegnate a una ballata tanto suadente quanto aspra quale è “Bone Of Contention”.
Scavare nel profondo è per Laura Fell un esercizio quotidiano e professionale. Non sorprende, dunque, la capacità di affondare anche musicalmente in sonorità più torbide che hanno l’identica genialità del Waits di “Swordfishtrombones”, ed è proprio la vulnerabilità la natura poetica più interessante di Fell, che nel piccolo gioiellino dark-folk-blues di “Cold” svela se stessa senza remore e trucchi (“Non riesco a trovare le risposte da sola, è più facile aiutare qualcun altro”).

C’è un che di aristocratico e austero nel corpo sonoro di “Safe From Me”, pura poesia che trascende perfino i dettami della cordialità e della dolcezza per una purezza lirica quasi ascetica (“I Didn't Mean To”), che si nutre anche della forza del confronto e del dialogo (il duetto con Gus White in “Left Foot/Right Foot”).
Non c’è nulla di prevedibile o scontato nell’esordio di Laura Fell, nei 35 minuti di queste 8 canzoni c’è molto di più di quanto sia immaginabile. Grazie alle sue doti professionali e a una sensibilità artistica molto profonda, l’artista londinese ha esplorato il lato oscuro del folk, e il risultato è avvincente.

(09/02/2021)



  • Tracklist
  1. Glad
  2. Bone Of Contention
  3. Cold
  4. Left Foot / Right Foot
  5. Every Time
  6. Until Now
  7. Safe From Me
  8. I Didn't Mean To




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