Man Man

Dream Hunting In The Valley Of The In-Between

2020 (Sub Pop) | avant-pop

Dopo sette anni di silenzi Ryan Kattner rimette in piedi il progetto Man Man, risvegliando i vecchi ardori - mai sopiti - per una delle band più ingegnose della scena americana, acclamata e amata da pubblico e critica per quella sana irriverenza creativa che, partendo dalle visionarie trame rock di Frank Zappa, ha assimilato al suo interno le distopie del Tom Waits post-"Swordfishtrombones", residui organici del buon Captain Beefheart, fino a lambire un vezzoso stile pop-kitsch.

“Dream Hunting In The Valley Of The In-Between” inaugura il nuovo contratto discografico con la Sub Pop; nello stesso tempo, vede Honus Honus (nome d’arte di Ryan Kattner) unico artefice delle 17 tracce dell’album, sottolineandone la natura quasi introspettiva, a dispetto del caos art-rock in piena ebbrezza da rock-opera che da sempre caratterizza il progetto Man Man.
Il passaggio da collettivo sonoro a one-man-band non è privo di difetti: dell’anarchia degli esordi e della ricca struttura strumentale è rimasta solo l’estetica, barocchismi e citazionismo rendono l’ascolto un percorso ad ostacoli, tra attimi di pura magia ai quali fa seguito una stravaganza da cabaret e pop-opera non sempre convincente.

Il mood situazionista dei Man Man resta sempre stimolante e stravagante. Ryan Kattner durante questi 7 lunghi anni ha scritto musiche per cinema, teatro, coltivando allo stesso tempo una passione per il mondo dei fumetti. Tutto questo confluisce in alcune delle pagine più interessanti e compiute di “Dream Hunting In The Valley Of The In-Between”, un disco in cui il tono grottesco e teatrale collima perfettamente con le irregolari intuizioni pop di Kattner (“On The Mend”, “Lonely Beuys”), a volte rimandando alle sognanti e circensi melodie retrò degli inglesi Real Tuesday Weld (“Animal Attraction”), addobbandole perfino con arie orientaleggianti in chiave swing (“Goat”).

Le cose vanno ancora meglio quando prevalgono ironia e sarcasmo, come nell’intelligente ska-pop-rock di “Sheela”, nel potente singolo “Cloud Nein” e nella zappiana “Powder My Wig”, che si avvale anche della giocosa citazione di “Let’s Dance” di David Bowie. Quest’ultima non è l’unica sparsa all’interno di “Dream Hunting In The Valley Of The In-Between”: a volte i rimandi sono il pretesto per improvvisi cambi di tempo o per impennate di disarmonica provocazione. La citazione più lampante è quella estrapolata da “Mr Blue Sky” degli Electric Light Orchestra, inserita all’interno di “The Prettiest Song In The World”, tutto abilmente funzionale a quella libertà creativa che ha fatto guadagnare alla band il titolo di gypsy-art-pop-rock-ensemble.

Le volute incoerenze e deformazioni sonore a volte non convincono del tutto e spesso un lieve senso di noia aleggia nelle 17 tracce, costruite su un unico registro ben definito. Ciononostante Kattner e i suoi nuovi Man Man si confermano come uno dei progetti più curiosi e intriganti della scena americana. L’unicità della proposta e un po’ di sana ironia garantiscono al frenetico e rocambolesco insieme di appagare l’attesa, nonostante il ritorno in scena di Ryan Kattner/Honus Honus non corrisponda alle meraviglie annunciate dai media.

Consiglierei al musicista di sviluppare in futuro alcune sonorità da jam session jazz-funk-rock sparse qua e là (“Future Peg”, “Goat”, “Swan”) e di contenere alcuni slanci ampollosi e ai limiti del grottesco. “Dream Hunting In The Valley Of The In-Between” è senza dubbio l’inizio di un nuovo corso per la band americana, ma la strada è ancora ricca di pericoli e tentennamenti: in bocca al lupo.

(28/09/2020)



  • Tracklist
  1. Dreamers
  2. Cloud Nein
  3. On The Mend
  4. Lonely Beuys
  5. Future Peg
  6. Goat
  7. Inner Iggy
  8. Hunters
  9. Oyster Point
  10. The Prettiest Song In The World
  11. Animal Attraction
  12. Sheela
  13. Unsweet Meat
  14. Swan
  15. Powder My Wig
  16. If Only
  17. In the Valley Of The In-Between




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