Mark Seelig

The Disciple's Path

2020 (Projekt) | ambient, new age

Musica per meditazione, nel vero senso della parola. Mark Seelig è uno psicoterapeuta convinto che la sua musica possa guarire chi l’ascolta. Facilitando una respirazione curativa e inducendo uno stato di trance al fine di esplorare le proprie sinapsi. Seelig ha studiato fin da piccolo il violino e da adulto, per oltre dieci anni, il flauto Bansuri con il maestro R.K. Bikramjit Singh. Oltre al flauto e al violino, Seelig suona il violoncello indiano (dilruba) e percussioni provenienti da ogni angolo del pianeta. Lo si può ascoltare in una manciata di album dell’amico Steve Roach, con il quale ha iniziato una proficua collaborazione a partire dal 2004 con l’album “Mantram”.

Nel 2010, la Projekt di Sam Rosenthal ha ristampato “Disciple”, l’imperdibile album di debutto di Seelig, pubblicato privatamente nel 2005. Su quel disco insieme a Roach è presente il percussionista Byron Metcalf, altro stretto collaboratore di Seelig, con il quale continua a tutt’oggi a condividere studi di registrazione e sale da concerto (quando possibile). “The Disciple's Path” è appena il secondo album solista di Seelig in quasi vent’anni di carriera. Ad occuparsi di mixaggio e produzione ci sono Sam Rosenthal e Loren Nerell, che da metà anni 10 sembra aver preso il posto di Roach nei dischi di Seelig. 

L’album si apre con i quindici minuti di “Raga Princess”, la porta verso l’universo curativo di cui parla lo psicoterapeuta. Bastano pochi secondi per lasciarsi rapire dai timbri morbidi e sinuosi del flauto: lentamente, dopo quattro minuti, percussioni acquatiche portano il drone creato dal tambura in un’atmosfera ancora più sospesa. Il suono di Seelig è un profumo che rapisce l’olfatto: liquido e impalpabile. Accende i sensi e trascina i neuroni in un vortice di sensazioni.

Gli ottanta minuti del cd sono divisi in quattro brani, che sembrano immergersi l’un altro senza soluzione di continuità. “Ya Man” è più lenta della traccia che l’ha preceduta. Il flauto sembra specchiarsi su distese d’acqua che riflettono armonici infiniti. Un mondo che si svela, lentamente, in tutta la sua bellezza. L’omonima “The Disciple's Path” dura ben trentasei minuti. Il drone sprofonda su frequenze al limite della soglia d’ascolto. Il flauto, al contrario, sembra poter volare senza seguire le leggi della gravità.
Come nei migliori dischi di David Parsons, la new age si colora di tinte più scure e psichedeliche. Da ascoltare e riascoltare tutta la notte in modalità infinite repeat.

(26/11/2020)

  • Tracklist
  1. Raga Princess
  2. Ya Man
  3. The Disciple's Path
  4. Raga Ayahuasca
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