Mieko Shimizu

I Bloom

2020 (Street Furniture) | elettronica, alt-folk, experimental

Apache 61 e Mico sono i due moniker utilizzati in passato da Mieko Shimizu per altrettanti progetti in bilico tra sperimentazione, elettronica e avanguardia. Dopo un lungo periodo di silenzio, l’artista giapponese pubblica a proprio nome un coraggioso e seducente album, “I Bloom”.

Trasferitasi da tempo a Londra, Shimizu ha collaborato con Mick Karn, Nitin Sawhney, David Cunningham, To Rococo Rot, Haruomi Hosono (Yellow Magic Orchestra), Kraftwerk e Massive Attack. Ha inoltre scritto musica per balletti di danza contemporanea e colonne sonore per spettacoli multidisciplinari.
“I Bloom” è un’opera complessa e per molti versi atipica, uno di quei dischi privi di un’identità definita, e quindi fuori dal giro che conta e che fa tendenza. Un progetto che copre cinque anni di ricerca e scrittura, peraltro messo in forse da gravi problemi di salute e ben due operazioni potenzialmente letali.
Mieko ha dichiarato di aver trovato nuova linfa nell’incontro casuale con una vecchia signora scozzese che si dilettava nel cantare vecchie arie popolari durante la degenza ospedaliera, e nel seguente incontro con William D Drake dei Cardiacs, un ragazzo triste e divertente, autore di strani accordi (così lo ha definito lei).

Nelle esibizioni dal vivo la musicista giapponese combina antico e moderno, facendo interagire Moog, tastiere, pedali FX e voce con il Koto di Keiko Kitamura. Stessa miscela che offre in “I Bloom”, alternando sonorità eteree, corredate dal fascino androgino di certa musica tradizionale giapponese, con incursioni avant-elettronic che vibrano al pari dei crepuscolari landscape di Wim Mertens e Brian Eno, nonché delle speculari ricerche strumentali di Philip Glass o di quelle vocali di Bjork.
Opera per niente facile o immediata, l’album si sviluppa su una musicalità sospesa, magica, non solo riflessiva e intimista, ma oscura, cavernosa, criptica, al punto da raggiungere in “My Shell” inquietudini atonali e fascinosamente entropiche.
Mieko Shimizu mette in musica la dinamica della lentezza e della poesia che appartiene al suono e alla voce. Arpa (“Me My Ghost”, “Snake Of Summer”), fisarmonica (“Butterfly”) e sassofono (la orientaleggiante e jazzy “The Change Is Coming”) diventano protagoniste di un dialogo alla pari con un’elettronica crepuscolare dall’accentazioni perfette, e il risultato va oltre l’immaginazione.

Il dialogo intenso e poetico tra piano e basso della struggente “Aleilla” ha un tocco alla Robert Wyatt meets Peter Hammill che incrementa il versante noir di “I Bloom”,  ma è dalla collaborazione con William D Drake che vengono fuori le intuizioni più luminose.
La melodia carezzevole e non del tutto convenzionale di “Lazy Light” è una delle pagine più toccanti del disco, quasi un’anticipazione della diafana e lunare ballata prog-jazz a due voci “I'm Coming Up In My Submarine” e della stratificazione di suoni, voci e armonie atonali della conclusiva “Bridge Beyond”, che fa calare il sipario su un disco dalla bellezza quasi metafisica.

(22/03/2021)

  • Tracklist
  1. Me My Ghost
  2. Butterfly
  3. My Shell
  4. Lazy Light
  5. Snake Of Summer
  6. Aleilla
  7. The Change Is Coming
  8. I'm Coming Up In My Submarine
  9. Bridge Beyond






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