Moci

Morbido

2020 (Sbaglio Dischi / Carosello) | alt-pop

Un ragazzo in fuga con il carrello della spesa pieno di quella che sembra lana imbustata mista a cuscini. Stivaletti neri, boxer e casco grigio alquanto improvvisato. L’immagine curiosa posta in copertina restituisce in parte l’umore fuggiasco di Marco Colagrande, romano, classe ‘97, in arte Moci. E un titolo, “Morbido”, che definisce la necessità di un’agognata quietudine da raggiungere più in fretta possibile dopo una serie impressionante di eventi sfortunati. Ogni canzone nasce infatti dal resoconto emotivo di un ventenne che vive a nord della capitale italiana, tra delusioni, lavori sbagliati e misantropie di vario tipo.

Attraverso testi puntualmente carichi di un’irriverenza caratterizzata da metafore semplici ma efficaci, Moci getta oltre lo steccato i cocci di un’anima giovane tormentata dal fatidico passaggio tra adolescenza ed età adulta. Un’inquietudine che il cantautore esorcizza in un esordio discografico che fonde musicalmente Mojave 3 e Lucio Battisti, Ned Doheny e Raf, Conan Mockasin e un gruppo noise-pop a caso.
"Morbido" è zeppo di ballate che potrebbero indurre in un primo momento verso praterie indie-pop rase al suolo negli ultimi anni dal passaggio di una mandria di improvvisati musicisti usa e getta. Una svista alquanto madornale da evitare ascoltando la magnifica “Coralli”, brano ritmicamente "cotto" a puntino.
Certo, in alcuni passaggi subentra qualche indecisione di troppo tra strofa e ritornello (“Telegiornale”), ma nulla di cui preoccuparsi per un musicista in fin dei conti ai primi passi. Le cose vanno senza dubbio molto meglio nei controtempi e nella melodia smielata di “Mica Male”, altro episodio che rimanda a un Mockasin in versione indie e in vacanza a Roma.

E poi cascherai, ti sfracellerai
Il cervello sopra il mio marciapiede
E i piccioni che passeranno là
Penseranno: "Ma che bel marciapiede"
È un mix di merda e di cicche e di pensieri bellissimi

Le sopracitate parole di “Pensieri bellissimi”, brano che sguscia via tra un basso funky gommoso e un refrain rock difficile da preventivare, offrono la cifra di una scrittura comunque pimpante. E’ un’alternanza stilistica che tra l’altro funziona, così come ha il suo fascino la tenera confessione urlata ai quattro venti in “Freddo”: “Io non so fare un disco che sia una bomba/ Io non so far pace se poi in testa una guerra […] Non ho una fissazione per la novità/ Mi bastano i tuoi denti aprirsi un poco e poi/ Quello spazio so sicuro, giuro, basterà”.

Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette, per dirla alla De Gregori. Intanto, buona la prima, mezzo decimale in più sulla fiducia e rinnovata precisazione: nonostante la facciata suggerisca il contrario, in “Morbido” l’it-pop non è di casa. In soldoni: c’è molto più Mac DeMarco che Tommaso Paradiso, per citarne uno a "caso". 

(17/12/2020)

  • Tracklist
  1. Pensieri bellissimmi
  2. Telegiornale
  3. Coralli
  4. Primo piano
  5. Mica male
  6. Niagara
  7. Morbid
  8. Morbido
  9. Freddo
  10. In mutande


Moci on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.