Motherís Cake

Cyberfunk!

2020 (Membran) | alt-rock, psychedelic, funk-rock, hard

Album che tiene fede alle promesse il nuovo progetto dei Mother’s Cake: un alternative rock che tiene in conto le altitudini funk-rock dei Red Hot Chilli Peppers, la vocalità hard-rock diretta discendente dei Led Zeppelin e il tocco progressive modernista alla Mars Volta. Un’altra dimostrazione del fermento musicale che ha coinvolto l’Austria e che i tre musicisti Yves Krismer, Jan Haussels e Benedikt Trenkwalder onorano con l’album più maturo e personale della loro carriera.

“Cyberfunk!” sigilla quasi dieci anni di attività e giustifica la notevole risonanza ottenuta fuori dai confini nazionali. Le sempre crescenti visualizzazioni su YouTube e i fortunati tour al seguito di Iggy and the StoogesOmar Rodriguez LopezDeftones, Limp Bizkit e Alice in Chains sono stati sfruttati dalla band per mettere a punto uno stile personale, sostenuto da una scrittura energica e convincente. 
Dodici tracce senza alcun cedimento di tensione, frizzanti punk-funk-rock (“I'm Your President”), dilatazioni psichedeliche in chiave progressive che vibrano silenziose con sprazzi space-rock, ma anche elettronica e scampoli jazz (“Cybernova”) che anticipano l’esplosione funky-rock-disco di “Hit On Your Girl”.

La vera sorpresa del nuovo disco dei Mother’s Cake è l’abilità del gruppo di gestire un campionario di variabili sul tema rock senza mai perdere in originalità: fa testo un brano come “Toxic Brother”, un rock psichedelico che sembra uscire da un disco dei King Gizzard And The Lizard Wizard, ma che possiede una struttura più solida, tra riff grintosi, fuzz guitar in preda al delirio e una prestazione vocale da autentica rockstar.
Ce n'è per tutti i gusti in “Cyberfunk!”: rock psichedelici ai quali non fa difetto un refrain memorabile e un assolo efficace (“Crystals In The Sky”), geniali costruzioni acid-pop-rock in stile Beatles dai tempi ritmici e dalle inflessioni vocali inconsuete (“Gloria”), ballate sapienti che non sfigurerebbero né in un disco degli Aerosmith né in uno dei Vines (“Love Your Smell”), groove funk-rock che piaceranno ai fan dei Parliament (“The Operator”, “The Beetle”) e un atipico ritmo funk-reggae contagiato da elettronica e prog che sconcerta (“Desire”). 

Riff
 grintosi, tempi ritmici ricchi di fraseggi, una vibrazione rock che non si trasforma mai in rumore ma in pura energia e una sfaccettata scrittura ricca di inaspettate e intelligenti citazioni del rock più classico rinsaldano la formula della band austriaca.
Un album convincente e solido, “Cyberfunk!”, che forse non entrerà negli annali ma che aiuterà senz'altro la formazione austriaca a ritagliarsi uno spazio nella moderna platea rock.

(29/12/2020)



  • Tracklist
  1. Tapedeck 
  2. Toxic Brother  
  3. Crystals In The Sky  
  4. I'm Your President  
  5. Love Your Smell 
  6. The Operator  
  7. Cybernova 
  8. Hit On Your Girl  
  9. Lonely Rider
  10. Gloria 
  11. The Beetle
  12. Desire






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