Mottron

Giants

2020 (Believe) | art-pop, elettronica,

Dispiace immaginare che basti poco meno di un’ora per liquidare in poche parole un percorso di vita, ed è quello che un po’ siamo chiamati a fare tutti noi ogni volta che ascoltiamo un disco o che vediamo un film o leggiamo qualcosa. Ancor più complesso è poter evitare luoghi comuni e citazioni per rappresentare in parte un lavoro che è il frutto di anni: dodici lunghi anni che il musicista francese Pierre Mottron ha trascorso in esilio in Canada, in compagnia di quell’ispirazione che ha coltivato con cura, prima di proporne gli esiti (anche se nel 2015 ha pubblicato un progetto in compagnia di Lionel Marchetti, “cityDARKcity”).

C’è bisogno di attenzione, rispetto e un po’ di tempo per cogliere tutto il talento, l’arte e il forte senso della disciplina che contraddistinguono “Giants”, primo album di Mottron, opera che offre diversi approcci di lettura. Lo stile del musicista omaggia l’impressionismo francese, dunque l’arte pittorica, ma anche il visionario mondo del cinema, grazie a un ingegnoso mini-film in quattro capitoli che ha pian piano introdotto l’album presso il pubblico.

Artefice della trasposizione in video di quattro brani estratti da “Giants” è Olivier Groulx, eccellente regista che molti hanno imparato a conoscere grazie ai video per Alt-J (“Every Other Freckl”), Timber Timbre (“Bad Ritual”), Scott Walker (“Epizootics!”), Wild Beasts (“Get My Bang”) e altri artisti non meno noti.
Il mini-film di quindici minuti è una perfetta sintesi di quello che offre l’esordio di Mottron: un art-pop elegante ed etereo, nutrito da ariose e nostalgiche atmosfere orchestrali, sensuali scampoli di elettronica e un barocco e surreale goth-folk dai tratti romantici tipicamente europei.

Facile citare le varie assonanze e legami ad altri artisti: il più prevedibile è quello con Woodkid (“Lighter”), vuoi anche per la trasposizione in immagini molto simile all’avventurosa triade studiata da Yoann Lemoine per “The Golden Age”.
Inevitabile poi il confronto con le tribolazioni elettroniche di James Blake (“Fire”) o Thom Yorke (“Bergamot”), ma per fortuna queste similitudini, le più ricorrenti nei vari comunicati ufficiali, non rappresentano in toto la personalità di Pierre Mottron: personalmente ritengo più pertinente un raffronto con Perry Blake.
C’è un’attenzione ai dettagli, a sfumature cromatiche di luci, timbri e colori che dona alle composizioni un personale senso del movimento e dello spazio; c’è una fisicità affine all’arte della danza classica (“Noon”) e contemporanea (“Sugarhearts”) che sottolinea una scrittura armonicamente tridimensionale e atipica (“Indecent”).

Con all’attivo un singolo dal fascino certo, il misterioso dream-pop di “Run” che chiude la serie dei quattro videoclip, un delizioso nuovo videoclip che inaugura un nuovo corso affidato alla regia di Charlotte Le Bon e che musicalmente compie un più deciso passo verso l’elettronica, “Walk Away”, e una struggente e passionale ballata, “They Know”, che non sfigurerebbe nel primo album di Antony & The Johnsons, Mottron entra con passo deciso ma elegante e discreto tra i nomi nuovi di questo 2020, candidandosi come artista di razza sul quale puntare per il futuro.

(24/11/2020)



  • Tracklist
  1. Lighter
  2. Bergamot
  3. Indecent
  4. Sugarhearts
  5. Walk Away
  6. Fire
  7. Noon
  8. Run
  9. They Know




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