MSMiroslaw

The AAAge Of Warm Asylum

2020 (Trasponsonic) | free-psych, ritual-ambient

Il suono ipnotico e tagliente di una terra antica, in bilico tra rimandi ancestrali ed echi di decadenza industriale, che si espande arricchendosi delle influenze di paesaggi geograficamente distanti ma culturalmente affini. Prosegue il fertile lavoro di esplorazione entografica che unisce musica e antropologia curato dalla Trasponsonic di Macomer, arricchendosi di un nuovo capitolo che vede Mirko Santoru, principale artefice del collettivo e attualmente unico intestatario insieme a Laura Dem del marchio Hermetic Brotherhood Of Lux-Or, tornare a vestire i solitari panni di MSMiroslaw.

Registrato ancora una volta nella cava di Nasprias, questo nuovo rituale sonico intriso di grave sacralità si compone di quattro lunghi tracciati nutriti da una pulsante combinazione di trasfigurate risonanze acustiche e dilatate frequenze sintetiche. Assenti sono le modulazioni vocali di Santoru che interamente informavano il precedente “Organes De La Voix, Chants Funėbres Pour AHYHW”, qui sostituite da manipolati campioni provenienti da canti e tradizioni di culture differenti che ibridano l’atavico legame territoriale che muove l’intera ricerca del musicista sardo.

Le istintive trame scolpite in tempo reale e rifinite con l’aggiunta di mirate sovraincisioni, assumono così la forma di un trasversale immaginario che definisce il succedersi delle stagioni attraverso una sequenza di ipnotici flussi scanditi da marcate linee ritmiche. Ci si muove tra algidi vapori  strutturati da battiti mesmerici dall’andamento quasi marziale di un inverno che incrocia reminiscenze sciamaniche mazateche e animismo nord-orientale, convulsi soffi primaverili spinti da ossessive percussioni che inglobano canti balinesi e oblique derive estive pervase da lisergiche dissonanze e religiosità del Sud-Est asiatico.

Da tutto ciò scaturisce una visionaria traiettoria cinematica, mai come adesso accessibile anche se permeata da mistero e simbolismo, culminante in una travolgente danza dai sentori tribali che idealmente fonde in un comune rito le etnie del mondo, riunite per estirpare dalle viscere della madre terra l’antitodo per combattere il veleno che intossica la nostra contemporaneità.

(20/11/2020)

  • Tracklist
  1. The Winter [Maria Sabina And The Tuvinians]
  2. The Spring [Ketjiak - The Ramayana Monkey]
  3. The Summer [Vietnamese Cao Dai]
  4. The Fall [Human Tribes United]
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