Natalie D-Napoleon

You Wanted To Be The Shore But Instead You Were The Sea

2020 (self released) | songwriter, country, folk

E’ facile innamorarsi di Natalie D-Napoleon. Non tanto perché la musicista e poetessa di Fremantle (Australia) rappresenta uno di quei tesori nascosti la cui esistenza mette in moto la curiosità degli ascoltatori famelici e incontentabili, quanto per la naturalezza con la quale l’artista ha affrontato venticinque anni di carriera lontana dai riflettori e dalla notorietà.

Le promettenti prime esperienze con diverse band (Bloom, Flavour Of The Month), le rilevanti collaborazioni (Dom Mariani, Victoria Williams, i Morphine, Mark Olson e Ken Stringfellow dei Posies, quest’ultimi autori di una canzone inclusa nell’album “Frosting On The Beater” che ha dato il nome alla band Flavour Of The Month) e i primi passi da solista nel 2005 hanno evidenziato la natura contemplativa e indolente dell’autrice: solo due album (“After The Flood” del 2007 e “Leaving Me Dry” del 2012) hanno infatti preceduto il nuovo progetto, “You Wanted To Be The Shore But Instead You Were The Sea”.

Negli otto anni che dividono i due ultimi capitoli discografici, Natalie D-Napoleon ha coltivato in maniera più costante l’attitudine per la poesia, raccogliendo consensi critici e premi prestigiosi (nel 2018 il Bruce Dawe National Poetry Prize), fino a quando l’ispirazione non ha coinvolto nuovamente anche la passione mai sopita per la musica.
Registrato in un’antica cappella situata sulle colline alle spalle di Santa Barbara, l’album è dal punto di vista dei contenuti un elegante e complesso racconto sulla femminilità, narrata non più dal punto di vista ingannevole dell’uomo, ma da quello più consapevole di una donna, o meglio di un’artista calata nella realtà sociale passata e presente.

Il bassista James Connolly (Van Dyke Parks), il chitarrista Doug Pettibone (Lucinda Williams) e il pianista e percussionista Dan Phillips sono i compagni di avventura di un disco realizzato in gran parte dal vivo, con l’ausilio di un solo microfono, eccezion fatta per “Mother Of Exiles”, registrata con la collaborazione di Eliza Gilkyson e Mary Gauthier, dopo che quest’ultima aveva esortato Natalie a riconsiderare la prima non molto personale versione del brano e quindi a re-inciderla.
Musicalmente l’autrice australiana ricorda molto un’altra Natalie, ovvero Natalie Merchant: il dosaggio di tradizione folk, country e pop è molto affine all’ex-voce dei 10,000 Maniacs, anche la pluridimensionalità armonica ricorda le esaltanti prove solista della Merchant.

Ballate dal suono cristallino e disinvolto (“Cut Your Hair”), delizie country-roots dall’incedere avvincente ed etnicamente corretto (“Wildflowers”) e raffinate soluzioni chamber-folk (“Gasoline & Liquor”) danno prova di versatilità in sede di composizione nonché di coerenza espressiva.
Natalie D-Napoleon mette a nudo tutte le ferite fisiche e psicologiche subite nei secoli dalla figura femminile. L’aborto (“Reasons”), la violenza all’interno del rapporto di coppia (“Thunder Rumor”), i traumi infantili (la title track), la fine di una storia d’amore (“No Longer Mine”) e la voglia di ricominciare (“Second Time Around”) sono raccontati con un’arte poetica che seduce, così come attrae la semplicità armonica e melodica che scorre con eleganza attraverso i luoghi comuni del country, senza mai restare sopraffatta dalla banalità.
Che sia il piano o una chitarra a condurre il gioco non importa, la vera forza di “You Wanted To Be The Shore But Instead You Were The Sea” è la naturalezza del talento dell’autrice.

Che brani come “How To Break A Spell”, “Soft” e “Mother Of Exiles” (una sentita poesia sull’immigrazione) posseggano una marcia in più non aggiunge e non toglie forza a questo delizioso album di Natalie D-Napoleon. Forse non è tra queste trame che si nasconde il probabile album dell’anno, ma che importa? Questa è musica che riconcilia con il piacere che possono donare suoni e parole, oltre che con l’ammirazione per quegli artisti dotati del talento e della sensibilità necessari per farci sentire partecipi di piccole storie quotidiane.

(25/11/2020)



  • Tracklist
  1. Thunder Rumor 
  2. How To Break A Spell 
  3. Wildflowers 
  4. Second Time Around 
  5. Soft 
  6. No Longer 
  7. You Wanted To Be The Shore But Instead You Were The Sea 
  8. Gasoline & Liquor 
  9. Mother Of Exiles 
  10. Reasons 
  11. Cut Your Hair 
  12. Broken 




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