Niemandsrose

Stalingrad

2020 (Golden Morning Sounds, Niemandsrose Music) | neofolk

Stalingrad è l’esordio solista di Giuseppe Argentiero sotto lo pseudonimo di Niemandsrose, un nome che echeggia quello di una raccolta di poesie a firma Paul Celan. L’artista, originario di Brindisi ma di stanza a Firenze, già membro dei Vostok assieme a Mina Carlucci, con la sua “rosa del nulla o rosa di nessuno” ci regala una piccola gemma neofolk, intimista e raffinata. Storie d’amore e guerra che s’intrecciano sullo sfondo del secondo conflitto mondiale ma che travalicano i fatti storici per una musica che ruba l’anima e non lascia indifferenti.

Il disco è stato ispirato dalla lettura di “Ultime lettere da Stalingrado”, un’antologia di missive scritte dai soldati tedeschi nell'ultimo periodo della battaglia nella vecchia San Pietroburgo, nel dicembre 1942. Scritti dal fronte che mai arrivarono a destinazione, poiché furono censurati per ragioni di propaganda bellica. Il libro raccoglie le lettere superstiti e fu pubblicato nella Germania Occidentale solo nel 1950. Anche se qualche storico ha avanzato dubbi sulla veridicità delle lettere, il volume consegna una plausibile testimonianza di chi aspetta l’inevitabile disfatta e la morte imminente, reazioni umane comprensibili che consegnano volti e sentimenti a chi stava da quella parte del fronte.

"Stalingrad" riesce a rievocare quelle storie di vinti che ci toccano nel profondo. L’album, uscito in vinile 12”, si compone di sole tre tracce e presenta una confezione estremamente curata nella grafica. “Love Song In Stalingrad” si apre con il suono della fisarmonica di Giuseppe Gallone che qui ben si sposa con la voce di Furyo Biagioni e il sassofono di Giovanni Chirico. Siamo di fronte a un neofolk cantautorale che ricorda un po’ lo spirito libertario che anima l’arte di Rome. Per certi versi, si ode un tocco mediterraneo che può evocare anche il fantasma del miglior Spiritual Front e degli Ianva. Visioni di sconfitta e di morte violenta come quelle messe in scena da L’Amara ma con l'anima sensibile e gentile di Albireon.

La seconda parte dell’album si apre con “L'orizzonte brucia (Dove cammini tu)”, ispirato brano strumentale dedicato alla memoria di Damiano De Parigi, amico musicista scomparso prematuramente in un incidente. Anche qui la chitarra classica di Argentiero compie un lavoro eccellente, coadiuvata in questo frangente da quella di Rocco Solito.
Il lavoro si conclude con “Monica”, un toccante recitato il cui testo è tratto proprio da una delle “Ultime lettere da Stalingrado”. Victor Alexander Valdemar recita la missiva scritta da un soldato alla sua donna lontana. Il protagonista è un meteorologo al fronte, che deve occuparsi solo di “misurare la temperatura e l'altezza delle nuvole”. È solo un uomo che sa che non potrà più rivedere il suo amore, mentre scruta il cielo e la luce di stelle che brillano anche se spente da tempo.

Pur nella sua brevità, Niemandsrose è un esordio formidabile per un progetto italiano dall’enorme potenziale e dall’innegabile classe. Di questi tempi l’ascolto di un lavoro del genere è un vero e proprio toccasana per lo spirito.

(21/11/2020)



  • Tracklist
  1. Love Song In Stalingrad
  2. L'orizzonte brucia (Dove cammini tu)
  3. Monica
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