Niklas Paschburg

Svalbard

2020 (K7) | neo-classical

Secondo album per il musicista tedesco Niklas Paschburg, il cui esordio “Oceanic” è stato accolto con favore da critica e pubblico, grazie a una piacevole analogia con la moderna neoclassica di artisti come Nils Frahm e Max Richter, ma soprattutto per la personale e avvincente capacità descrittiva, molto ricca sia dal punto di vista armonico che melodico.
Noto per alcune digressioni pop, alcuni remix per Asgeir e RY X, Niklas si è recentemente dilettato con una intelligente rilettura dei Preludi di Bach in do minore (“Blooming”), pubblicata prima di mettere in essere questa nuova opera, interamente concepita durante un lungo soggiorno nell’arcipelago norvegese, poi completata a Brighton, con l’aiuto di Andy Barlow dei Lamb.

“Svalbard” è un diario fotografico in musica: ai paesaggi e alle suggestioni visive ed emotive corrispondono altrettanti strumenti e suoni. Su tutto aleggia il blu oscuro del lungo inverno norvegese; Niklas tratteggia con mano sicura malinconici stati emozionali, tra accordi di piano a volte talmente fragili da apparire evanescenti e crepuscolari (“Duvet”), flussi di note di synth che lievitano fino a tracimare ed eleganti arpeggi dall’intenso romanticismo cinematico (“Season Shift”).
Opera oltremodo fruibile, “Svalbard” ha il pregio di alternare a toni più descrittivi soluzioni creative oltremodo imprevedibili e in continua trasformazione. Non è, infatti, sempre facile immaginare come si evolverà un accenno di piano o un suono ciclico dalla natura ibrida (“If”), né appare semplice cogliere il carattere mutante di “Cyan”, che da un delicato tono ambient vira verso sonorità Idm.

Un minimalismo leggiadro, quello del musicista tedesco, pronto a contaminarne l’anima austera con un delicato uptempo (“Bathing In Blue”) o con strane sinergie tra tempi ritmici giocosi e il suono di una fisarmonica (“Little Orc”). Uno strumento, quest'ultimo, che apparteneva al nonno del musicista e che fa la sua comparsa anche in un altro dei brani più suggestivi dell’album (“Opera”). Ebbene, se un appunto può essere fatto a Paschburg, è proprio quello di indugiare a volte su di un piano emotivo leggermente monocromatico (“Husky Train”), ma nello stesso tempo nell’arco dei dieci brani il Nostro dissemina anomalie strumentali e armoniche (“Arctic Teal”) e avvincenti slanci avantgarde (“Winter Born”) che lasciano trasparire un potenziale ancora tutto da approfondire.
Nel frattempo, “Svalbard” terrà piacevolmente compagnia ai vostri sogni di viaggi in mondi lontani e spazi infiniti, tra le montagne, i ghiacciai, le cascate, i fiordi e l’aurora boreale norvegese che hanno ispirato queste dieci miniature neoclassiche.

(10/04/2020)



  • Tracklist
  1. If
  2. Cyan
  3. Bathing in Blue
  4. Little Orc
  5. Season Shift
  6. Opera
  7. Duvet
  8. Husky Train
  9. Arctic Teal
  10. Winter Born




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