ONO

Red Summer

2020 (American Dreams) | experimental, noise & industrial poetry

Nato a Chicago quarant'anni fa con l’intento di diffondere il verbo di una “Experimental, Noise & Industrial Poetry”, il collettivo degli ONO torna in pista con un disco di denuncia contro la piaga del razzismo. Il compositore e multistrumentista P. Michael Grego e il cantante e “performance artist” Travis Dobbs (unici due superstiti della formazione originale) hanno deciso di supportare la causa del “Black Lives Matter” con un disco ispirato alla “Red Summer”, l’“Estate rossa” del 1919, caratterizzata da numerosi attacchi da parte dei suprematisti bianchi statunitensi nei confronti della popolazione afroamericana.

Con una formazione completata da Jordan Reyer (voce), Rebecca Pavlatos (tastiere, voce), Connor Tomaka (sampler, elettronica), Dawei Wang (chitarra), Shannon Rose Riley (voce, sassofono) e dai due batteristi/percussionisti Ben Karas e Ben Billington, gli Ono si abbeverano alle fonti più disparate per tradurre in musica la propria protesta.

Racchiuso tra la giostra surreale di “20th August 1619” (la data cui si riferisce il titolo è quella dell’arrivo su suolo statunitense - per la precisione, a Jamestown, Virginia - dei primi schiavi di colore) e una "Sycamore Trees” in cui la tensione spirituale del gospel si fonde con la solennità di un requiem così come potrebbero imbastirlo gli Swans, “Red Summer” alterna partiture innervate intorno all’urgenza liberatoria della danza (quella sfrenata e tribale di “Coon”, quella industriale e liturgica di “Tar Baby”, che passa da una prima parte più compassata a una più esplosiva, e quella funk’n’dub di “I Dream Of Sodomy”, dove il “negro” Dobbs raddoppia la dose di denuncia rievocando gli abusi sessuali da lui subiti durante l’esperienza militare in Vietnam) ad altre più astratte, pensate come collage di spoken word, frequenze elettroniche, digressioni free-jazz e suoni-rumori in pulviscolare o collagistica evoluzione (“BLK Skin”, “Scab”, “Sniper”, “26 June 1919”, “Black Stain”).

Di grande impatto emotivo è anche “Syphilis”, a cavallo tra jazz e rap, ma con poderosa scansione post-punk/dub.

(06/01/2021)

  • Tracklist
  1. 20th August 1619
  2. Coon
  3. BLK Skin
  4. I Dream Of Sodomy
  5. Scab
  6. Sniper
  7. 26 June 1919
  8. Tar Baby
  9. Syphilis
  10. Black Stain
  11. Sycamore Trees
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