Paolo Bellipanni

Radiance

2020 (Eklero) | drone, dark-ambient

Una luce violenta che piove dall’alto rischiarando profondità buie tra cui appaiono le dure linee di gelide cortine stereotomiche. Si condensa con esattezza nella foto di copertina, scattata da Enrica De Nicola, l'immaginario ricco di marcati contrasti che informa il nuovo lavoro di Paolo Bellipanni. Dismesso lo pseudonimo K’an con il quale aveva firmato le sue precedenti pubblicazioni, il sound designer romano sceglie di utilizzare il proprio nome per questo terzo capitolo che si sviluppa all’insegna di una continuità lessicale alla costante ricerca di un più ampio orizzonte espressivo.

Ombre nette e bagliori accecanti si susseguono lungo i tredici capitoli di questo caleidoscopico tracciato risonante, disegnato ricorrendo a nervose frequenze sintetiche e rassicuranti armonie acustiche, che si incontrano/scontrano generando un’indissolubile tensione nutrita dall’alternanza di opprimenti scenari algidi e inattesi frangenti di placida quiete. È un costante lavoro di incastro tra componenti eterogenei, ibridazione che determina un’impattante succedersi di atmosferiche traiettorie ambientali in bilico tra ruvide correnti elettroniche e fascinazioni melodiche di stampo neoclassico.

Questo moto trasversale, mediato da un'attenta gestione dei suoni, è evidente fin dal trittico posto in apertura (“Blood Radiance”), vorticoso incrocio di crepuscolari dilatazioni droniche e granulose modulazioni elettroniche, interpolate in modo cangiante e inquieto. Da qui in poi si prosegue tra brevi intermezzi di placide stille pianistiche (“Soli”) e obliqui frangenti pervasi da trasfigurati echi ambientali (“Illumina”), fino ad approdare, nella parte centrale del disco, a una scansione di vibranti deflagrazioni che a tratti rimandano alla suggestiva oscurità del Lawrence English più irruento (“Violet Violent”, “Abita”, “Vulgar Lips Fracture”).

Più satura e contemplativa è la seconda metà dell’album che nei suoi momenti più intensi (“Sharing Demons”, “Opus Nigrum”) trova, seppure in forma differente, quella languida drammaticità che permea gran parte della recente produzione irisarriana.
"Radiance" è in definitiva un viaggio sonoro lungo e intenso, capace di catturare e mantenere viva l’attenzione grazie a un’ampia gamma di sfumature in grado di rendere vivido e vitale un universo sonico incline a una gravida monocromaticità.

(29/10/2020)

  • Tracklist
  1. Blood Radiance I
  2. Blood Radiance II
  3. Blood Radiance III
  4. Soli
  5. Illumina
  6. Violet Violent
  7. Abita
  8. Vulgar Lips Fracture
  9. Schism
  10. So Clear, Invisible
  11. Sharing Demons
  12. Opus Nigrum
  13. Industriale Morendo


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