Peel Dream Magazine

Agitprop Alterna

2020 (Tough Love) | dream-pop, shoegaze, psichedelia

Con una dichiarazione d’intenti e un riconoscimento esplicito delle proprie influenze musicali, appare inutile e sterile voler pretendere dai Peel Dream Magazine qualcosa di diverso da quanto promesso e realizzato nel breve arco di due anni. Joe Stevens ha più volte ribadito la sua ammirazione per Stereolab, Yo La Tengo e Lilys (ai quali aggiungerei, senza se e senza ma, i My Bloody Valentine), professando altresì un interesse per una musica pop scevra dal sentimentalismo e più incline a un dolente e svogliato esistenzialismo.

Il secondo album “Agitprop Alterna” non è dunque niente di più di quanto anticipato, ma fortunatamente nulla di meno. La novità più rilevante è che questa volta Joe Stevens, pur suonando la quasi totalità degli strumenti, si è avvalso della collaborazione di Kelly Winrick, ferme restando le occasionali partecipazioni dei due musicisti che accompagnano Joe in tour, ovvero la cantante Jo-Anne Hyun (che nel frattempo ha lasciato il posto a Isabella Mingione) e il batterista Brian Alvarez.
Il risultato è un disco più compatto e omogeneo, caratterizzato da un flusso shoegaze costante ma molto malleabile, poco caotico e arioso, anche quando le chitarre graffiano con più convinzione (“Escalator Ism”) o giocherellano con le dinamiche psichedeliche dei My Bloody Valentine (“Pill”).
La formula convince anche quando il fremito chitarristico appare più soave e onirico: Stevens alla maniera di Tim Gane intercetta quelle armonie che stanno sospese tra gli umori gustosi del dream-pop e l’essenzialità dell’art-pop (“NYC Illuminati”).

L’agrodolce intreccio di cori e organo in “It's My Body”, l’etereo e cantilenante minimalismo di “Brief Inner Mission” e la ruvida sequenza di riff in “Emotional Devotion Creator” ripetono all’infinito una minima quantità di accordi. Una scelta che già caratterizzava il primo album “Modern Meta Physic” e che il musicista rinnova con più fantasia e brio emotivo.
D'altro canto, c’è una maggiore cura del dettaglio in “Agitprop Alterna”, che rende tutto amabile e mai ripetitivo: il ronzio analogico di “Too Dumb”, il brusio shoegaze psichedelico di “Eyeballs”, l’ipnotico space-pop di “Do It”, il tono plumbeo del basso nell’egregia “The Bertolt Brecht Society” e la trance onirica di “Permanent Moral Crisis”, pur non alterando il mood dell’album, possiedono una loro autonomia. Rinsaldano l’attitudine pop del progetto e garantiscono una fruibilità che non sminuisce il tono volutamente nostalgico dell’album, aprendo così le porte a una maggiore considerazione critica e una più cospicua attenzione da parte del pubblico per i Peel Dream Magazine. Un risultato ampiamente meritato.  

(21/04/2020)

  • Tracklist
  1. Pill
  2. Emotional Devotion Creator
  3. It's My Body
  4. Escalator Ism
  5. Brief Inner Mission
  6. NYC Illuminati
  7. Wood Paneling pt. 2
  8. Too Dumb
  9. The Bertolt Brecht Society
  10. Permanent Moral Crisis
  11. Do It
  12. Eyeballs
  13. Up An Up




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