Perdition Temple

Sacraments Of Descension

2020 (Hells Headbangers) | death-metal, blackened-death-metal

Al ritmo, non proprio forsennato, di un album ogni 5 anni, i Perdition Temple sono diventati una presenza importante per quel che rimane della scena di Tampa, Florida, il fu epicentro del death-metal. Se provieni dalla stessa zona che ha dato i natali a Death, Morbid Angel, Deicide, Obituary, Atheist, Hate Eternal, Monstrosity, Assück, Nocturnus e Acheron, è probabile che tu senta una certa responsabilità quando imbracci uno strumento e ti appresti a suonare nel modo più violento che esiste. Ma questa formazione è composta da vecchie volpi dell'antico mestiere del metal estremo, e ha pubblicato già due album, nel 2010 e nel 2015, prima di questo “Sacraments Of Descension”.
Fondata dall'ex-Angelcorpse Gene Palubicki, attivo in un’altra mezza dozzina di progetti, la band ha cambiato passo dopo aver assoldato alla propria causa altri veterani, in primis il chitarrista Bill Taylor (anche ex-Immolation). Se l’esordio “Edict Of The Antichrist Elect” (‘10) era praticamente il parto di una one-man-band, già con “The Tempter's Victorious” avevano cambiato registro.

Questa formazione, rimaneggiata ancora una volta, è composta oggi da Palubicki, impegnato alla voce ma soprattutto alla sua sei corde pirotecnica, insieme al bassista Alex Blume (anche in Ares Kingdom, Blasphemic Cruelty e Nepenthe) e Ronnie Parmer alla batteria (Angelcorpse, Kerasphorus, Catalysis).
In questa terza fatica la band propone otto brani di death-metal brutale e assai tecnico, imbevuto di qualche velenosa goccia black-metal e sparuti sussulti grindcore. Come e più degli album precedenti, c’è così tanto satanismo da far rizzare i capelli a tutte le mamme del mondo. L'opener "Nemesis Obsecration" mette subito le cose in chiaro, aprendo in media res, ma se i confini stilistici sono chiari da subito, non mancano gradite variazioni, sparse in scaletta: il lavorìo chitarristico di "Desolation Usurper", l'assalto ritmico di "Devil's Countess" e soprattutto "Carnal Harvest", il virtuosismo dispari di "Crypts Of Massacre", lo spirito hardcore-punk che sfiora "Red Reaping". Su tutto, si staglia la chitarra di Palubicki, vero protagonista del compatto power-trio che guida verso il massacro.

Più che una qualche novità, però, i più esperti vedranno in tralice Deicide, Immortal e in generale vent'anni di death-metal satanico, malvagio e labirintico: 34 minuti all'inferno, per alleggerire l'anima in un bagno di ritmi forsennati, assoli supersonici e ruggiti tremebondi. L’onda lunga dell’intuizione degli Slayer, per i quali il metal estremo non aveva tanti confini e poteva espandersi sospinto solo dalla propria entusiasmante malvagità.

(29/04/2020)



  • Tracklist
  1. Nemesis Obsecration
  2. Desolation Usurper
  3. Eternal Mountain
  4. Devil's Countess
  5. Crypts of Massacre
  6. Carnal Harvest
  7. Red Reaping
  8. Antichrist
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