Pete Greenwood & The Dark Stars

Radio Slow

2020 (2535124) | folk-pop, brit-pop, shoegaze

Che il solo talento non basti per avere successo è cosa ben nota a Pete Greenwood. Il musicista inglese, nonostante il patrocinio di Peter Astor (ex Weather Prophets, Loft, Wisdom Of Harry, Ellis Island Sound), pur avendo ricevuto lodi da parte di colleghi famosi, tra gli altri Noel Gallagher, ha incontrato non poche difficoltà nell'ormai ultradecennale carriera. Sette anni sono passati tra l'esordio “Sirens” del 2008 e il successivo “Beauceron” del 2015, mentre altri sei dividono quest'ultimo dal nuovo album “Radio Slow”.

Per il terzo disco Greenwood si presenta in compagnia della band Dark Stars, mettendo a frutto le pregresse esperienze con i The See See (supergruppo che ha accompagnato in tour Raconteurs e Brian Jonestown Massacre) e i Loose Salute (band fondata da un ex-Slowdive e un ex-Mojave 3), nonché la consapevolezza acquisita in tour al seguito di Starsailor e Mojave 3. “Radio Slow” è un disco di canzoni dalla raffinata e sapiente scrittura, un progetto che alterna robuste iniezioni di country-rock alla Neil Young (“The Games Strangers Play”) a ballate polverose e notturne che tengono abilmente insieme sia il tratteggio della chitarra elettrica che quello del pianoforte (“All Out For None”).

Bob Dylan
(“Town Street Blues”) e Nick Drake (“Daisies“) restano sempre piacevolmente dietro le quinte, nello stesso tempo Greenwood accenna con maggior incisività appassionate ed estatiche sonorità dream-pop/shoegaze (“Dance Like You Used To”). Non mancano poi timidi tentativi di pop radiofonico (“East Of Nowhere”) o concessioni a un velato romanticismo ("All Out For None”), oltretutto ben calibrate dal produttore Sean Read (Manic Street Preachers, Pretenders) che è riuscito a condensare su disco tutta l'energia espressa dalla band nei soli sei giorni di registrazione dell’intero album.

La scelta di effettuare le session d'incisione in un breve arco di tempo lascia intatte le sonorità più ruvide e graffianti (l’eccellente ”Dead Space”), le quali contaminano anche le ballate più introspettive (“Amber”, “Twir”) rinsaldando le attitudini shoegaze messe a frutto con i Loose Salute (la title track).
Ancora una volta Pete Greenwood si conferma autore di razza e meritevole di un più ampio riscontro di pubblico, anche se l’infelice scelta di pubblicare il disco nei primi giorni di dicembre rischia di tenerlo lontano dai riflettori della critica, già puntati sulle produzioni targate 2021.

(26/02/2021)

  • Tracklist
  1. The Games Strangers Play
  2. Amber
  3. East Of Nowhere
  4. Dead Space
  5. Town Street Blues
  6. Daisies
  7. Dance Like You Used To
  8. All Out For None
  9. Radio Slow
  10. Twirl


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