Plague

Portraits Of Mind

2020 (Nuclear Winter) | death-metal

Dalla Grecia arrivano i Plague, che esordiscono dopo 9 anni dalla fondazione. Si allineano alla recente fascinazione per il death-metal old-school, che interpretano con attenzione alla componente melodica e sfruttando con misura la forza di una produzione più moderna. In più, cercano in ogni modo di non appiattire il tutto all'ennesimo, e monotono, profluvio di violenza sonora.

"Intersperse" si concede un minuto per dare fuoco alle polveri, e comunque squarcia le mitragliate di sbarramento con un lungo frangente melodico della chitarra. È un canovaccio ripreso da "Pandemic", appena più dissonante. Sono, questi due, brani rappresentativi del lato più tradizionale dell'opera, che non è mai biecamente derivativo, ma non brilla neanche per originalità. Altrove, per fortuna, l'ambizione sembra quella di smontare il soundscape del death-metal tradizionale per ricostruirlo in modo differente. "Deranged Madness", per esempio, fa molto di più che omaggiare i classici, imbastendo una danza macabra saltellante, aggrovigliandosi come fosse tormentata e quindi rallentando con vibrante spirito thriller, quasi a fare il verso a "South Of Heaven", prima che il vortice di chitarra rilanci l'assalto e anticipi la liquefazione finale.

"Cave Of Vectors" s'imbeve per qualche attimo di un alone fantascientifico, mentre propone labirintiche soluzioni compositive e una coda solenne, dai tratti doom. Il piatto forte è comunque "Mind Control", che in quasi 8 minuti trova il tempo di riorganizzare il death-metal tradizionale, conferendogli un respiro epico e una magniloquenza quasi sinfonica. Il modo in cui chitarra e voce dialogano, i colpi di scena delle pause repentine e delle feroci ripartenze, il profluvio di assoli vorticanti: più che un semplice brano, una suite, suonata da dei demoni tutt'altro che decerebrati. La coda chiama un'orchestra in realtà assente, di cui le chitarre fanno onorevolmente le veci. Come raramente accade, punge l'impressione che si potesse osare di più, e distendere il brano in una durata maggiore.

Diviso fra numerosi brani più immediati e derivativi, e pochi altri più maturi e personali, il lavoro dei Plague soddisferà comunque chi apprezza i classici del genere ma desidera qualcosa di più della mera imitazione.

(11/04/2020)



  • Tracklist
  1. Intersperse
  2. Portal Into Reality
  3. Pandemic
  4. Deranged Madness
  5. Cave of Vectors
  6. Shattering the Illusion
  7. Mind Control
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