Profligate

Too Numb To Know

2020 (Wharf Cat) | darkwave, coldwave

Fin dagli albori del solo project Profligate, Noah Anthony ha proposto un concentrato di suoni taglienti e diligentemente combinati, utilizzando una gamma sempre più eclettica di idee, temi e approcci strumentali tanto avvolgenti quanto oscuri.
In sequenza al doppio passo nella dark-techno di “Finding The Floor” (2014) e alla rumorosa new wave di “Somewhere Else” (2018), si arriva alla fresca pubblicazione di “Too Numb To Know”, dove l’artista di Philadelphia apporta un coerente mutamento stilistico, offrendo al pubblico il materiale più accessibile finora proposto.

In barba all’elite dei club più di nicchia, Profligate ribalta il copione dello sperimentalismo darkwave più tradizionale, incorporando chitarre e batteria live all’interno dell’esclusivo schema elettronico utilizzato nei lavori precedenti.
Le radici noise-troniche restano evidenti in brani come "We Can Punish" e "Tula", ma a sorprendere maggiormente sono i gradevoli spunti melodici inseriti in brani quali la vivace e disarmante "Drink A Spider" o in "No Other Way” che canalizza, in una retrospettiva moderna, motivi dark-synth-pop intrecciati a chitarre scricchiolanti e riff che ammiccano a sonorità eighties.
“Hang Up” si presenta con bassi pesanti e sinistri che muovono aria nebulosa e putrida filtrante dal sottosuolo, diradatasi d’incanto nel corso della sfumatura acustica di "My Days", degno accompagnamento alla brillante cavalcata new wave di "Just a Few Things Wrong", probabilmente la traccia più riuscita dell’intero lavoro.

Accessibile ma innegabilmente dissoluto e inquietante, “Too Numb To Know” è un disco impegnativo ma che lancia sprazzi di flebile levità, rivolto principalmente a chi ha masticato e assimilato pagine di funerea new wave d’annata come i primi due album degli Human League, la fase più dark-industrial dei Depeche Mode o l’elettronica tecnologica e attorcigliata del sottovalutato Howard Jones. 
La struttura musicale, pur proponendo poche idee originali, risulta ben congegnata e attraente, correggendo l’abissale e monocorde cantato di Noah Anthony che risulta, alla lunga, un po' troppo snervante. Qualche tocco lezioso in più avrebbe spezzato, con maggior profitto, l’atmosfera tagliente e cavernosa di un lavoro che nell’insieme resta comunque stuzzicante.

(04/10/2020)

  • Tracklist
  1. Mask
  2. Hang Up
  3. Tula
  4. A Little Rain
  5. No Clear Way
  6. We Can Punish
  7. Drink A Spider
  8. Just A Few Things Wrong
  9. My Days
  10. A Stranger


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