Seth Lakeman

A Pilgrim's Tale

2020 (Absolute / BMG) | folk-rock

Una storia, un racconto, una musica evocativa e ricca di legami con la cultura marinara: Seth Lakeman con “A Pilgrim’s Tale” offre un prezioso affresco sonoro di una pagina della storia, ovvero la partenza della nave Mayflower (nel 2020 è caduto il 400° anniversario) per l’America.

Seth non è un principiante del folk: è un multistrumentista nominato varie volte per il Mercury Prize, già in tour come musicista per i Jethro Tull e di recente per Robert Plant. La sua messa in scena sonora non è né diafana né sontuosa, ma possente e ben definita, quasi teatrale/cinematografica, come si addice a un album che ha la pretesa di raccontare uno spaccato storico così importante.
Il polistrumentista Benji Kirkpatrick, Geoff Lakeman, Cara Dillon e Ben Nicholls sono i principali artefici delle sapienti sceneggiature sonore di “A Pilgrim’s Tale”, spesso ricche e raffinate (“Dear Isle Of England”), a volte straordinarie e potenti come un rombo di tuono musicato a suon di bouzouki, violino, viola, chitarra, voci e tamburi (“Sailing Time”), e dunque cupe, struggenti, in equilibrio tra poesia e oscurità (“Bury Nights”).

Raramente un concept-album suona così coeso e creativo come l’ultimo lavoro di Lakeman, tra azzardi (“Westward Bound”), virtuosismi (“The Great Iron Screw”) e inclinazioni folk poco inclini alla moderna visione lo-fi (l’effervescente “Pilgrim Brother”). 
“A Pilgrim’s Tale” offre una sequenza di canzoni colte e robuste (“A Pilgrim's Warning”), con almeno un trittico di autentiche perle di scrittura e passione.
Il dialogo tra la voce e il violino di “Watch Out” è più avvincente di un film d’avventura, la valenza multietnica di “The Digging Song” (una controversa narrazione dei rapporti tra invasori e autoctoni) e la splendida ballata a due voci “Saints And Strangers” sono perle di rara bellezza, punti salienti di un progetto che meriterebbe una trasposizione se non cinematografica, almeno teatrale.

Peccato che nonostante l’enorme valore storico e musicale, l’album sia passato inosservato tra le maglie della critica nostrana, più avvezza a opere marginali e impacciate, che a onor del vero della tradizione folk conoscono solo la denominazione degli strumenti.
Lakeman non è un musicista di folk revival, la struttura delle canzoni è per alcuni troppo classica e armonicamente ricca e sapiente, il tocco chitarristico è scintillante e pieno di ritmo, le sonorità sono calde, la produzione eccellente, accattivante senza essere ruffiana: qualità che non sono tra le più apprezzate dai moderni folk-addicted, ma “A Pilgrim’s Tale” è un disco che merita rispetto e attenzione.

(22/02/2021)



  • Tracklist
  1. Watch Out
  2. Pilgrim Brother
  3. Westward Bound
  4. A Pilgrim's Warning
  5. Sailing Time
  6. The Great Iron Screw
  7. Dear Isle Of England
  8. Saints And Strangers
  9. Foreign Man
  10. Bury Nights
  11. The Digging Song
  12. Mayflower Waltz




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