Sophie Tassignon

Mysteries Unfold

2020 (Rare Noise) | jazz, world-music

Rock, folk, blues e jazz non sono necessariamente uno stile musicale quanto più un’attitudine, e quest'ultima è quella che ci permette di entrare nel paradigma jazz di Sophie Tassignon, cantante e compositrice nata in Belgio e di sede a Berlino.
La musicista è non solo in prima fila con il progetto Zoshia, ma ha anche collaborato a progetti di folk, neoclassica e world music, elementi culturali che sono parte fondante del primo album da solista realizzato per l’etichetta Rarenoise.
L’artista esplora le infinite possibilità della voce come strumento con la stessa audacia dei fronti culturali jazz e avantgarde, ma con un tenore lirico e armonico solenne, frutto di una visione più ampia e fluida che apre le porte all’elettronica. E' infatti nella poliedricità delle tracce, che integrano le composizioni originali di Sophie Tassignon, l’ulteriore elemento d’interesse per “Mysteries Unfold”.

Il tasso emotivo ed espressivo della voce della musicista belga è subito coronato dall’intensa e romantica “Gubi Okayannie” del compositore russo Kim Yuliy Chesanovich, resa nota dal film “Five Evening” di Nikita Mikhalkov: musica gaelica, cori bulgari e canti gregoriani si abbracciano in un flusso melodico dove protagonista è il canto di una guerriera che cavalca nella steppa russa pensando al proprio amato.
La versatilità dell'artista non conosce confini: prima corteggia la dolcezza quasi zuccherina del country di Dolly Parton (“Jolene”), poi fa sue le tonalità più austere e bluesy dei Cowboy Junkies (“Witches”), due aspetti della musica americana che sono complementari oltre che contrapposti e che Sophie Tassignon affronta con eguale profondità, sfiorando un tono leggermente barocco.
La pagina più innovativa e ardita è la rilettura di un brano di Vivaldi, “Cum Dederit” (il testo è tratto dall’antico testamento), rielaborato con straordinarie acrobazie vocali e un raffinatissimo uso dell’elettronica. Uno sprazzo di leggerezza e disincanto ma anche di elevato tasso artistico è quello che Sophie Tassignon regala con un classico del cabaret, “Don't Be So Shy With Me”, un’altra prova di talento e ecletticità.

Anche le tracce originali composte dalla musicista belga sfidano la rigidità della musica jazz, polifonia (“Descending Tide”) e articolate armonie al limite del contrappunto (“Mysteries Unfold”) approdano su lidi world e neoclassical. Ed è quindi chiaro perché Sophie Tassignon sia sempre più coinvolta su fronti creativi diversi, buon ultimo il gruppo Khyal, una formazione che fonde in un unicum free-style la poesia araba con il jazz, un altro motivo per approcciare con entusiasmo questo interessante album solista della musicista belga.

(13/01/2021)



  • Tracklist
  1. Gubi Okayannie
  2. Jolene
  3. Don't Be So Shy With Me
  4. Descending Tide
  5. Witches
  6. La Nuit
  7. Cum Dederit
  8. Mysteries Unfold






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