Spacepony

Pinball Odyssey

2020 (Uglydog) | dream-folk, psych-pop

Sono serviti oltre cinque anni agli Spacepony (Stefano Felcini, David Alessandrini, Francesco Garoia, Nicola Serafini e Andrea Napolitano) per dare un seguito all'Ep “Vintage Future”, ma non è nello stile dei ravennati andare di fretta, considerando che il primo Ep risale addirittura al 2010. “Pinball Odyssey”, uscito nel tardo autunno del 2020 con una copertina degna dei Beta Band, è dunque a tutti gli effetti la prima prova “lunga” del quintetto romagnolo, ma di certo va detto che l'attesa è ricompensata da una scaletta particolarmente abbondante – 14 brani spalmati in tre quarti d'ora complessivi.

Dalla penna di Felcini sgorgano melodie pulite che si collocano tra il dream-folk e il rock, sospese in una lieve psichedelia spaziale che accoglie ogni genere di influenza, dal rock'n'roll al blues, da estemporanei walzer impolverati fino a spaccati punk epurati di ogni irruenza: un equilibrio precario ma assolutamente funzionale a queste storie scritte in uno di quei momenti della vita in cui la perdita di persone care costringe a fare i conti con il senso dell'esistenza: “E' una sorta di concept – spiega Felcini – una metafora della forza e della fragilità della vita; come una partita di flipper, tu sei la pallina; puoi durare a lungo, finire subito in buca o in molti casi andare in tilt in un mondo governato da una forza superiore. All'improvviso i sogni lasciano spazio alle montagne russe, in un viaggio mistico della mente, e si scontrano con la lucida realtà”.

In questo viaggio gli Spacepony si sono scelti con cura i compagni. Se nel western immaginario di “Did You Hear Horses Whinny?” aleggia lo spettro di Morricone è anche grazie all'ocarina del Maestro Carnevali. E ancora, “Butterfly (2nd Life)” è impreziosita dal pianoforte di Tony Crow e dal basso di Matt Swanson, entrambi membri dei Lambchop. La carrellata di ospiti si chiude con lo psicotico boogie di “L.I.A.R.”, al cui interno incontriamo nientemeno che Mike Watt dei Minutemen ad aggiungere quel tanto di ruvidezza che va a scuotere un repertorio altrimenti ben più levigato.

Nella breve odissea degli Spacepony capita di imbattersi nel soffuso crescendo di “Back Home”, nel ciondolare picaresco di “She-Fi” in cui riecheggia Nino Rota, nelle torbide acque di “Feel Alive” che si aprono in uno dei ritornelli meglio rifiniti del lotto, nel country in chiave indie di “Perfect Machine”, un po' sulla falsariga dei Grandaddy, e ancora il rock'n'roll sbarazzino di “Sleep” e i girotondi rarefatti di “Cosmic Waltz”.
Tantissima carne al fuoco, in effetti, ma arrangiata e prodotta (in regia c'è Giovanni Versari) in modo tale da fluttuare in uno spazio esente da ogni legge di gravità.

(05/03/2021)

  • Tracklist
  1. Did You Hear Horses Whinny?
  2. Butterfly (2nd Life)
  3. El Sol
  4. Back Home
  5. Killie Willie The Ghost Clown
  6. Interlude
  7. She-Fi
  8. Feel Alive
  9. L.I.A.R.
  10. Perfect Machine
  11. Odyssey
  12. Sleepy
  13. Cosmic Waltz
  14. Back To The Summer
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