Starless

Earthbound

2020 (Last Night From Glasgow) | orchestral-pop


Già membro fondatore dei Friends Again, dei Sugartown e dei Cowboy Mouth, nonché collaboratore dei Love And Money (ritornati nel 2012 sul mercato con il disco “The Devil’s Debt”), Paul McGeechan approda al secondo album sotto il marchio "Starless". La formula del nuovo progetto del musicista è anche questa volta aperta a molteplici interventi e collaborazioni, soprattutto di quell’area scozzese tardo romantica che, sorridendo alla scuola progressive, affronta la chimera della musica pop orchestrale con una musicalità sontuosa e ricca di pathos.

Con il secondo album degli Starless, “Earthbound” (notare il doppio richiamo ai King Crimson), McGeechan prosegue nel racconto quasi elegiaco della Scozia e delle bellezze naturali, di una terra dove l’antico è moderno, ed il contemporaneo è arcaico, ribadendo le peculiarità di una scuola musicale che fonde abilmente la Scozia raccontata dall’arte fotografica di Oscar Marzaroli con la vitalità della scena musicale di Glasgow, città quest'ultima designata dall'Unione europea capitale della cultura e dall’Unesco come città della musica.     

Il mare e le onde delle scogliere scozzesi sono i veri protagonisti del cinematico chamber-pop degli Starless, a partire dalla maestosa introduzione strumentale di “Long Bhriseadh”, fino alle vetuste note di “Ailein Duinn 1957”, un canto in gaelico scozzese che Julie Fowlis interpreta con sentita partecipazione emotiva, accompagnata dal fruscio del mare e dalla prestigiosa orchestra filarmonica di Praga.
Nel mezzo, un buon numero di raffinati ed eleganti chamber-pop in perfetto stile Scottish. Le atmosfere vanno dal tono melò dei Blue Nile al più ambizioso stile cinematografico di Craig Armstrong, anche se questa volta il musicista non beneficia della prestigiosa presenza di Paul Buchanan, ma può contare su Steven Lindsay dei Big Dish, che ripropone la sua “Breakdown”, originariamente inclusa nell’album “Exit Music” (prodotto da Craig Armstrong), e una poco incisiva “Somewhere In The Night”.

Una sempre apprezzabile Emma Pollock tiene alte le quotazioni della garbata e intelligente “Paper”, una ritrovata Jerry Burns inietta magia e melodramma nella splendida ballata per orchestra e piano “Glittering Light”, mentre la meno nota Marie Claire Lee ammanta di sognanti ed evocative tonalità vocali la criptica “Chase The Devil”. Fa storia a sé la presenza di Chris Thompson: l’ex-Friends Again e leader dei Bathers grazia con il proprio tono baritonale la romantica e sognante “Spellbound” e regala tonalità quasi confessionali e intimi alla più sobria “Calvary”, intensificando le suggestioni di “Earthbound” con toni eterei, elegiaci, drammatici e noir. 

(24/10/2020)



  • Tracklist
  1. Long Bhriseadh
  2. Ailein Duinn
  3. Paper
  4. Breakdown
  5. Spellbound
  6. Glittering Light
  7. Settling Mist
  8. Chase The Devil
  9. Cridhe Aingeal
  10. Somewhere In The Night
  11. Sea Shanty No.2 (Wish You Were Here)
  12. Calvary
  13. Ailein Duinn 1957


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