Swamp Dogg

Sorry You Couldn't Make It

2020 (Joyful Noise) | country-soul, r&b

Settantotto anni, ben cinquanta di produzione discografica. Jerry Williams Jr., meglio noto come Swamp Dogg, è ancora oggi una delle voci più genuine e vibranti della musica soul/r&b. Un artista abile nel reinventarsi accettando sfide e contaminazioni stilistiche, buon ultima la country music.
Non è la prima volta che Swamp Dogg corteggia la forza narrativa della musica folk americana: era poco più che ventenne quando scrisse una canzone per Waylon Jennings, senza poi dimenticare la breve collaborazione con Gary Us Bonds, un altro dei musicisti soul innamorati delle grazie del country. Ma la sfida con le regole del mercato non ha sempre premiato quest’attitudine del musicista, autore di un album country per la Mercury Records (“Swamp To Record”) che è rimasto inedito per oltre 25 anni (recuperabile nel cd del 2007 “Excellent Sides Of Swamp Dogg Vol. 5”).

Con “Sorry You Couldn't Make It”, Swamp Dogg cattura la spiritualità del soul e il languido romanticismo della musica country fondendoli in un unicum ammaliante.
Il tono è confortevole e pregnante: chitarre oscillanti e organi tirati a lucido tengono per mano le raffinate storie di amore e cuori infranti, tra collaborazioni inattese - Justin Vernon in “Sleeping Without You Is A Dragg”, Sam Amidon in “Family Pain” e John Prine in “Memories” e “Please Let Me Go Round Again” - che scivolano con una naturalezza emotiva e lirica impressionante.

Difficile non restare contagiati dall’autenticità della musica di Swamp Dogg: non importa se Otis Redding e Ray Charles hanno già esplorato tutte le potenzialità di questo crossover stilistico, ci sono la giusta verve funky (“Good, Better, Best”), un brivido blues che non lascia indifferenti (“Family Pain”) e una ballata spoglia e dolorosa che profuma di classico (“Billy”). Elementi sufficienti per apprezzare “Sorry You Couldn't Make It”.
Non da meno sono i testi, che affrontano temi importanti (tossicodipendenza, misoginia, depressione, morte) con uno spirito mai compassionevole, eppure emotivamente intenso (“Don't Take Her (She's All I Got)”). Anche gli slanci romantici di “I Lay Awake” e le inclinazioni sonore psichedeliche della già citata “Memories” hanno una loro ben precisa identità creativa.

Prodotto da Ryan Olson (Poliça), il nuovo album di Swamp Dogg è un eccellente esempio di quella produzione discografica che, pur non essendo al centro dell’attenzione critica, non passa inosservata grazie a un’autenticità che da sempre garantisce fascino alla buona old time music.

(06/07/2020)



  • Tracklist
  1. Sleeping Without You Is A Dragg
  2. Good, Better, Best
  3. Don't Take Her (She's All I Got)
  4. Family Pain
  5. I Lay Awake
  6. Memories
  7. I'd Rather Be Your Used To Be
  8. Billy
  9. A Good Song
  10. Please Let Me Go Round Again
  11. I Lay Awake (Demo) (bonus track)
  12. I'd Rather Be Your Used To Be (Demo) (bonus track)
  13. Please Let Me Go Round Again (Demo) (bonus track)




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