Lovely Eggs

I Am Moron

2020 (Egg) | pop-punk, garage-rock

Provano ad alzare la posta, i Lovely Eggs. Dopo l’iniezione di fiducia di “This Is England”, la band mostra i muscoli, senza rinunciare alla politica del do it yourself (se vi piace di più DIY), confermando al banco di produzione Dave Fridmann, artefice di quel consolidamento della formula che ha aperto le porte a una audience più ampia, dopo anni d’interessanti lavori underground e una reputazione live invidiabile.

La band garage-punk-rock inglese rinnova l’insana autarchia stilistica, nonostante faccia capolino con più convinzione anche l’elettronica, rappresentata da suoni di synth corrosivi e acidi al pari di voci e chitarre. I Lovely Eggs si confermano maestri dell’essenzialità, non solo musicalmente ma anche liricamente, concentrando nel furioso singolo “This Decision” tutto quello che è necessario per scardinare il muro della prevedibilità e della noia.
Stiano lontani gli amanti del fraseggio e della rifinitura intellettual-sperimentale: la band inglese resta fedele a una musicalità diretta e priva di orpelli, anche quando i tempi superano abbondantemente i cinque minuti, tutto quel che accade è funzionale allo stile aspro e graffiante della band, anche le tentazioni sci-fi e psichedeliche di “Long Stem Carnations” e il groove solenne e ipnotico di “New Dawn” non cedono mai il passo alla routine.

C’è perfino spazio per toni più riflessivi e malinconici in “I Am Moron”, mero frutto di un'infatuazione ideologica con il progetto Mars One, il cui scopo è un insediamento umano sulla superficie di Marte. Non stupisce, quindi, il sognante e fluttuante intermezzo fantasy di “The Mothership”. La vera forza propulsiva della sgangherata miscela di punk, garage-rock e psichedelia resta comunque l’energia e la grinta, che la band condensa in brani aspri e viscerali che diventano dei veri e propri attacchi contro la middle class (“Insect Repellent”) o insidiose trame punk che spezzano le gambe a qualsiasi tentativo di normalizzazione dei testi (“The Digital Hair”).
Sempre in agguato e pronte a stravolgere le regole, l’ironia e lo sberleffo si trasformano in riff micidiali ai quali diventa impossibile resistere: “You Can Go Now” e “You Got The Ball” diventano così i moderni mantra di una band che sembra aver centrato in pieno l’essenza del rock’n’roll, quella che stranamente tiene insieme Iggy Pop con i Blondie ( “I Wanna”) o gli Hawkwind con i Fall (“Bear Pit”).

Non sottovalutate l’apparente familiarità di “I Am Moron”: la band inglese rappresenta senza dubbio una delle più interessanti realtà del rock indipendente contemporaneo, anzi è forse una delle poche band realmente indie non solo dal punto stilistico quanto da quello operativo. Tutto è stato infatti registrato e pubblicato in completa autonomia e senza nessun assillo di case discografiche o promoter. “I Am Moron“ è il frutto prezioso di una condizione umana che non ha eguali, e si chiama libertà.

(24/04/2020)



  • Tracklist
  1. Long Stem Carnations
  2. You Can Go Now
  3. This Decision
  4. You've Got The Ball
  5. Bear Pit
  6. I Wanna
  7. 24 Eyes
  8. The Mothership
  9. Insect Repellant
  10. The Digital Hair
  11. Still Second Rate
  12. New Dawn




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