Tino Contreras

La Noche De Los Dioses

2020 (Brownswood) | jazz, latin, afro-funk, be-bop

In un anno ricco di soddisfazioni per gli amanti del jazz, la nuova produzione di casa Brownswood è non solo la conferma di un rinato interesse per una musica spesso ignobilmente ai bordi della cultura rock, ma anche l’occasione per concentrare l’attenzione su un talento non adeguatamente celebrato dalla stampa e dal pubblico.
Il 96enne batterista e percussionista messicano Tino Contreras è un vero e proprio mito in patria, poco citato nei numerosi annali jazz europei e americani pur avendo in passato suonato sugli stessi palchi in cui si esibivano Brubeck, Art Blakey e Louis Armonstrong.

“La Noche De Los Dioses” è un progetto nato dalla smisurata passione del titolare della Brownswood, Gilles Peterson, sbocciata dopo che il collezionista e manager discografico è entrato in possesso di una copia del leggendario album del 1979 “Musica Infinita”. Conoscerlo e quindi scritturato per la realizzazione di questo nuovo album è stato naturale, doveroso.
Profondo intenditore della storia del jazz, Tino Contreras conosce i segreti più reconditi del be-bop, dello swing, del blues, dell’avanguardia, della musica modale, del funky-blues e di tutte le contaminazioni esotiche e world che negli anni hanno dialogato con la musica jazz. Il suo è uno stile agile: il batterista e percussionista non ostenta protagonismo o egocentrismo tecnico (vero Billy Cobham?).

Contraddistinto da un’introspettiva spiritualità (“La Noche De Los Dioses”, ovvero la notte degli dei), nonché da un’empatica musicalità jazz che cattura le atmosfere dei night-club di frontiera, l’album si avvale della presenza di musicisti di elevata caratura: il sassofonista Luis Calatayud, il tastierista Jaime Reyes, il chitarrista Emmanuel Laboriel, il bassista Valentino Contreras (nipote del musicista), il manipolatore di synth e percussioni Carlos Icaza e l’addetto ai bongos Eduardo Flores.
Le sette composizioni di “La Noche De Los Dioses” sono ricche di spunti stilistici e sfumature strumentali di eccellente fattura e dalle variegate profumazioni, brani avvolgenti eleganti e sensuali. Nella flessuosità dei ritmi latin-jazz e nel ricercato swing hard-bop di “El Sacrificio” condito da misteriose sonorità mediorientali è racchiusa la genuina e autentica cifra espressiva di Contreras: una musicalità fluida, variegata e strumentalmente elaborata, con particolare attenzione ai dettagli e alla multidimensionalità del suono.

Originale, creativa e intelligentemente fuori dalle coordinate del revival jazz che sta interessando lo scenario internazionale, la musica dell’artista messicano non ha bisogno di strizzare l’occhio alle mode.
La freschezza del latin jazz tinto di misticismo della title track o la forza rituale delle percussioni e dei ritmi aztechi adagiata su un groove latin-jazz dal fascino ammaliatore sono solo due possibili variabili espressive di un artista che non conosce la mediocrità o il compromesso. “La Noche De Los Dioses” è uno di quei rari dischi jazz che riescono a trascinare l’ascoltatore in una performance artistica che non sembra frutto di una seduta in sala d’incisione.
Il vortice afro-jazz-blues di “Naboro” è una delle cose più sensuali e seducenti degli ultimi tempi: flessuosa e muscolosa nello stesso tempo, impreziosita da un assolo di chitarra spagnola. Un anticipo delle sinuose e complesse trame di “Niña Yahel”, dove tutte le caratteristiche sonore dello stile di Tino Contreras trovano ulteriore sublimazione, tra tempi di rumba, accenni psichedelici, organi sfolgoranti, esotismi in chiave funk, chitarre elettriche in odore di jam session, scampoli di blues e suoni che sembrano provenire da una dimensione fantascientifica, con percussioni e batteria sempre al centro della scena.

Che dire poi degli effetti quasi spettrali che incorniciano il latin-afro-jazz di “Maliche” o degli esotismi quasi lounge della fantasiosa “Al Amanecer”, che regala all’ascoltatore flussi blues e sonorità di tastiere quasi space-rock e interludi blues e hard-bop di eccellente fattura?
Compatto, solido e trascinante, l’album di Tino Contreras è una delle pagine più colte ed eleganti della musica jazz di questo tormentato 2020. Una preziosa aggiunta alla lista degli acquisti di fine anno, che rende merito e onore a una figura leggendaria e fino ad ora poco nota al di fuori delle ristretta cerchia dei cultori del jazz e della madre patria, il Messico.

(28/12/2020)



  • Tracklist
  1. La Noche De Los Dioses
  2. Máscaras Blues
  3. Naboró
  4. Malinche
  5. El Sacrificio
  6. Al Amanecer
  7. Niña Yahel




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