UZA

Banality Of Evil

2020 (Corée Sounds) | synthwave, synth-pop, nu-r&b

Può sembrare il disco di una veterana, con la sua impostazione concettuale perfettamente inquadrata e il contesto realizzativo definito in ogni suo aspetto, ma la realtà è che “Banality Of Evil” è giusto il primo full-length di un'autrice dal profilo discografico tutt'altro che consistente, bastevole però nell'evidenziare l'enorme passo in avanti compiuto per l'album, già da ora momento di rilievo del sempre più fervido contesto electro made in Korea.
Col fondamentale “Eichmann In Jerusalem: A Report On The Banality Of Evil" di Hannah Arendt (la celebre politologa e filosofa tedesca-statunitense) a portata di mano, di cui l'autrice riprende pari pari il titolo, UZA intesse un articolato percorso di maturazione e consapevolezza in musica, che si interroga sul male nel quotidiano e ne affronta le motivazioni. Tale indagine si riflette anche nel più articolato tessuto compositivo e nelle scelte sonore: synth aggressivi, lineamenti rock, elusivi commenti r&b raggiungono il cuore di un cantautorato vitale, appassionato, che si interroga sulla speranza e sulla salvezza senza per forza giungere a conclusioni (per loro natura mai definitive), piuttosto gettando una luce obliqua su un percorso finora molto meno contrastato.

Evolversi però significa anche fare i conti con l'abbandono, la disillusione, la più ordinaria comparsa del male all'interno delle proprie vite, e l'abito prescelto non poteva che farsi più frastagliato e ispido, mai però privo di amore e sensibilità.
Oltre il synth-pop più leggero dei primi Ep, “Banality Of Evil” coglie la palla al balzo e interpreta alla sua maniera i lineamenti della synthwave, inserendoli a suo piacimento in pensose strutture melodiche (la reattività outrun di “S.O.S.”, che fa coppia con la vibrante apertura strumentale), oppure si concede evasioni r&b/hip-hop, mascherandole all'interno di accurate griglie autoriali (gli ovattati contributi “mumble” di Lokid in “Shout”, i prismi electro che sorreggono “Gate”).
Tra rimpianti e accuse, dolore e riscatto, la penna di UZA si muove sciolta, consapevole, mutevole come la protagonista di “Odd” ma anche appassionata, pronta a immergersi in una beatitudine senza fine (le due versioni di “Personality Type 2”, in cui rientrano dalla finestra anche sparuti interventi di chitarra).

Ben più libera, rifinita nel dato tematico e nella confezione, la musica di UZA ha compiuto già al primo grande traguardo un salto decisivo, segnando chiaramente sul cartellone il nome di una musicista dalle grandi potenzialità. Il profilo della scena elettronica di Seoul si rivela sempre più solido e autorevole.

(22/06/2020)

  • Tracklist
  1. Salvation
  2. S.O.S.
  3. Shout (ft. Lokid)
  4. Faust
  5. Gate
  6. Personality Type 2
  7. Odd
  8. Love Digger
  9. Jonjae haneun geot (What Exists)
  10. Taeyeop (Clockwork)
  11. Personality Type 2




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